Le Giga Press italiane incantano anche Ford e Hyundai
Dopo Tesla, altre Case si rivolgono alla bresciana Idra per avere le gigantesche macchine di stampaggio delle scocche
Tesla ha indicato la via per il megacasting, la realizzazione di grosse parti di scocca delle auto elettriche in un solo colpo. Lo ha fatto grazie alle Giga Press realizzate da Idra, azienda italiana con sede in provincia di Brescia.
Ora quelle stesse Giga Press saranno utilizzate anche da Hyundai e Ford. La Casa dell’Ovale Blu, in particolare, ha chiesto la realizzazione di una Giga Press che al momento è in fase di collaudo e messa a punto negli stabilimenti bresciani di Idra.
Si parte con 6.000 tonnellate
La Giga Press di Ford, con tanto di marchio del costruttore americano stampato sopra, è individuata dalla sigla 6.100, che sta a indicare una potenza di 6.000 tonnellate. La nuova Giga Press è stata anche mostrata a un pubblico selezionato di esperti del settore durante un evento organizzato da Idra nella propria sede.
Durante l’evento i tecnici Idra hanno anche messo in funzione un’altra Giga Press, ancor più grande, con una potenza di 9.000 tonnellate. Questa, a differenza dell’altra, non era “brandizzata”. Due macchinari analoghi, sempre prodotti dall’azienda bresciana, sono stati spediti a Tesla (che di Giga Press ne ha già 14) per la produzione del Cybertruck.
La Idra, fino a ora, ha firmato 25 contratti per altrettante Giga Press. Ne ha già prodotte e consegnate 21. Tra i clienti, oltre Tesla e Ford, c’è anche Hyundai, che ha capito i vantaggi di questo metodo produttivo e che oltre alle Giga Press italiane sta lavorando per svilupparne di proprie.
Le altre Giga Press in arrivo
Tra le Case che stanno aggiornando le linee per introdurre presse con prestazioni (e dimensioni) simili c’è Zeekr, brand di proprietà di Geely, che potrà eliminare ben 800 punti di saldatura grazie allo stampaggio di componenti più grandi.
Anche Volvo ha ordinato due Giga Press, ma sono prodotte in Svizzera dalla Bulher. A queste si aggiungono anche NIO, General Motors, Toyota e Volkswagen: ognuna con i suoi tempi e con i suoi fornitori.
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