Batterie allo stato solido o semisolido? Forse sono meglio le seconde
Hanno prestazioni simili e stesso grado di sicurezza. Grazie a un elettrolita gelificato possono arrivare prima sul mercato
La batteria allo stato solido è considerata una specie di Santo Graal per l’auto elettrica. Tanti e tali sono i vantaggi che sarà in grado di offrire che tutti sognano di vederla presto sul mercato. E arriverà, come dimostrano tante aziende che sono già in un avanzato stato di sviluppo, ma tra i ricercatori c’è un interessante dibattito in corso: e se le batterie del futuro fossero allo stato semisolido?
Lo stato semisolido, o con elettrolita gelificato, offre quasi gli stessi vantaggi dello stato solido in termini di prestazioni, ma è molto più vicino. Anzi, NIO lo ha già messo in commercio sulla ES6. Ma com’è fatta una batteria allo stato semisolido?
L’importante è aumentare la densità
Le batterie odierne hanno celle in cui ci sono 4 elementi principali. Ci sono l’anodo e il catodo, c’è un separatore poroso che li divide e che consente il passaggio degli ioni e poi c’è un elettrolita liquido, che è la sostanza all’interno della quale gli ioni si spostano.
La batteria allo stato semisolido di StoreDot
Una cella allo stato semi solido ha invece un elettrolita sotto forma di gel (presente in quantità molto basse). Come le celle allo stato solido, le celle allo stato semisolido hanno l’obiettivo di aumentare la densità energetica, ma grazie alla presenza del gel al posto di un solido consentono un passaggio più rapido degli ioni da un elettrodo all’altro.
Un modo per superare i limiti tecnologici
Un elettrolita solido, ceramico o polimerico, è molto più complicato da produrre. Ed è per questo che tante startup che lavorano sulle batterie allo stato solido stanno pensando di aggiungere anche un po’ di gel (o di liquido), per migliorare le prestazioni dei loro prodotti. Tra queste ci sono anche Factorial Energy, StoreDot, Lyten e QuantumScape.
Le batterie con celle allo stato semisolido possono garantire prestazioni talmente simili a quelle con celle con elettrolita solido che alcuni analisti si chiedono addirittura se questo secondo tipo sia ancora produttivo sostenere tutti gli sforzi necessari affinché debuttino sul mercato.
Fotogallery: NIO ES6
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