Con la transizione energetica sempre più affamata di minerali e l’intelligenza artificiale che conquista nuovi campi giorno dopo giorno, perché non sfruttare proprio l’IA per aiutare la rivoluzione verde? È quello che sta sperimentando la divisione Darpa (Defense Advanced Research Projects Agency) del dipartimento della Difesa americano.

Insieme infatti alla US Geological Survey, il Pentagono sta lanciando il progetto Open (Open Price Exploration for National Security) per sviluppare un modello capace di prevedere i prezzi di nichel, cobalto e altre materie prime utilizzando l’intelligenza artificiale.

Come funzionerà Open

Le stime si baseranno su una serie di parametri quali luoghi e tempi produttivi, costi di manodopera o altro e rapporto fra domanda e offerta. Open sarebbe persino in grado di calcolare le oscillazioni di mercato causate da shock improvvisi come gli scioperi dei lavoratori.

Più trasparenza e sorpasso alla Cina

L’obiettivo è rendere più trasparenti i prezzi delle transazioni, perché quelli fissati oggi dalle agenzie non sarebbero – secondo il Governo statunitense – abbastanza limpidi. Nei documenti intercettati dall’agenzia di stampa Reuters che svelano il progetto, si cita il caso del London Metal Exchange avvenuto nel 2022, quando “dinamiche di mercato endogene e pratiche anticoncorrenziali hanno reso i mercati dei futures una scarsa fonte di informazioni sui prezzi”.

Fra le altre cose, si legge che “dati sui prezzi opachi ed errati” creano “barriere sostanziali alla concorrenza commerciale statunitense”. Con un’altra dichiarazione, si sostiene che “l’opacità del mercato può generare interruzioni nella catena di approvvigionamento”. Così si punta anche a superare la Cina nel mercato delle materie prime.