Quasi 60 anni dopo il primo sbarco, nel 2026 il programma Artemis della Nasa riporterà l'uomo sulla Luna. Lì, fra le dune del satellite naturale, gli astronauti si avventureranno a bordo di un veicolo elettrico "made in America". Che, forse, sarà anche "parente" di Chevrolet, Cadillac e Hummer EV.

Già, perché il mezzo LTV (Lunar terrain vehicle) potrebbe essere realizzato col contributo di General Motors sfruttando la tecnologia proprietaria Ultium, una combinazione di batterie e sistema di propulsione fiore all'occhiello della Casa.

Sfida spaziale

La Nasa ha infatti selezionato tre team per lo sviluppo del veicolo. Una delle squadre si chiama Lunar Outpost e comprende GM, Lockheed Martin, Goodyear e MDA Space. Le altre in lizza sono guidate da Intuitive Machines e Venturi Astrolab e comprendono nomi come AVL, Boeing, Michelin, Northrop Grumman, Axiom Space e Odyssey Space Research.

Lunar Outpost LTV concept

Concept del veicolo elettrico lunare

Le tre realtà lavoreranno per almeno un anno, dopodiché l'agenzia aerospaziale statunitense richiederà dei test per andare avanti con un solo team. Se Lunar Outpost dovesse vincere, allora il veicolo elettrico lunare potrebbe montare davvero la tecnologia Ultium.

"Con un ricco supporto in passato al programma spaziale della nostra nazione, General Motors è entusiasta di sostenere ancora gli astronauti americani in questa importante missione sulla Luna", dichiara un portavoce del Costruttore.

 

Le "performance"

Il veicolo progettato da GM, Lockheed Martin, Goodyear e MDA Space ha un letto di carico riconfigurabile e un braccio robotico. Può ospitare due persone e, secondo i suoi "genitori", sopravvivere per due settimane alle freddi notti lunari, con temperature che scendono fino a -173 gradi Fahrenheit.