Vai al contenuto principale

Questo veicolo elettrico va a energia solare ed è stampato in 3D

Si chiama Adelie ed è stato progettato da alcuni studenti dell'università di Aquisgrana con l'aiuto di Covestro

Adelie, l'auto elettrica a energia solare
Foto di: Covestro

“Nessuna ricarica” e “zero inquinamento”. Praticamente il sogno di qualsiasi automobilista in elettrico. Un sogno che presto potrebbe trasformarsi in realtà. Merito di Adelie, prototipo di veicolo elettrico a energia solare sviluppata dal “team Sonnewagen” dell’università tedesca di Aquisgrana.

Lungo 4 metri, si tratta di un triciclo basso e sottile. Con un look definito “futuristico” e ispirato “alla forma dei pinguini”, Adelie è ricoperto da 4 metri quadrati di celle solari, con un’efficienza del 25%. Il peso è invece di 170 kg, mentre velocità e autonomia sono rispettivamente di 136 km/h e 700 km.

“È particolarmente leggero e può essere modificato secondo le caratteristiche del guidatore – spiega lo studente Leon Rahmen –. Viene realizzato con la stampante 3D, che consente di produrre su misura, in piccole quantità, senza sprecare materiale”.

Auto-ricarica “all’infinito”

“In condizioni di buona esposizione, si può auto-caricare potenzialmente all’infinito”, scrive poi Covestro, azienda tedesca che ha collaborato alla realizzazione del triciclo.

Adelie, l'auto elettrica a energia solare

Gianmaria Malvestiti, ceo di Covestro Italia, prova Adelie

Foto Di: Covestro
Adelie, l'auto elettrica a energia solare

Il team italiano di Covestro con Adelie

“Oltre a finanziare il progetto”, la società “fornisce i componenti, tutti già in commercio: l’involucro che contiene la batteria, realizzato con polimeri leggeri e resistenti, le lacche per la verniciatura a basso impatto ambientale, il parabrezza in Makrofol, un policarbonato trasparente e ultraleggero, e tutti i componenti per produzione, immagazzinaggio e utilizzo dell’energia solare che rispondono a requisiti di affidabilità, leggerezza e sicurezza. Covestro è anche nel poliuretano utilizzato per i sedili”.

“Abbiamo avuto la possibilità di vedere e toccare con mano il futuro – commenta il ceo della divisione italiana Gianmaria Malvestiti –. Deve essere la stessa emozione provata davanti ai primi aerei. Si ha la sensazione di essere in una nuova fase di sviluppo, di assaporare un momento storico, di vivere qualcosa che forse, anzi, sicuramente, per i nostri figli e nipoti sarà la normalità”.