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Auto elettrica: perché Trump vuole le terre rare dell’Ucraina

Utilizzate nei magneti permanenti dei motori elettrici, aiuterebbero gli USA a rendersi indipendenti dalla Cina

Neodimio, uno degli elementi di terre rare

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Riccardo Ciriaco Riccardo Ciriaco

Di: Riccardo Ciriaco

Aggiornato: 14 feb 2025 alle 09:22

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Donald Trump batte cassa. Per gli aiuti all’Ucraina di questi anni e la mediazione con la Russia degli ultimi giorni, il tycoon chiede “l’equivalente di 500 miliardi di dollari in terre rare”. Un prezzo che Kiev avrebbe già accettato di pagare.

Era stato lo stesso presidente Volodymyr Zelenskiy a invitare il collega americano (e altri) ai dialoghi di pace presentando un “piano per la vittoria” comprensivo di accordi con partner stranieri per garantire l’accesso comune alle risorse.

Così gli Stati Uniti metteranno le mani su una delle materie prime più importanti per auto elettrica e transizione energetica. Magari su consiglio di Elon Musk, ceo del più grande produttore al mondo di veicoli a batterie: Tesla. Ma cosa sono precisamente le terre rare? E quanto è importante l’Ucraina nel settore?

Le 17 terre rare

Prima di tutto, le terre rare sono un gruppo di 17 elementi utilizzati, fra le altre cose, nella produzione di magneti permanenti per motori elettrici, turbine eoliche e dispositivi elettronici come smartphone, tablet e computer. Qui sotto, l’elenco di tutte le terre rare.

Piattaforma GM Ultium: il motore EV a magneti permanenti da 255 kW di GM verrà utilizzato per applicazioni di trazione integrale e trazione posteriore ad alte prestazioni.

Un motore elettrico General Motors a magneti permanenti

Per auto elettriche e non solo

Secondo l’Istituto di Geologia ucraino (fonte Reuters) sono cinque le terre rare nascoste nel sottosuolo locale, precisamente lantanio e cerio (usati in televisori e impianti d’illuminazione), neodimio (usato in turbine eoliche e batterie per auto elettriche) ed erbio e ittrio (usati in impianti di energia nucleare e laser). Stando poi all’Unione europea, il Paese ospita pure giacimenti di scandio (usato soprattutto in leghe leggere con l’alluminio, per migliorarne la resistenza).

Ma l’Ucraina non è patria solo di terre rare. I dati del World Economic Forum e del Servizio Geologico statale riferiscono che a Kiev e dintorni si trovano miniere di litio, berillio, manganese, gallio, zirconio, grafite, apatite, fluorite e nichel. Quello di “oro bianco” sarebbe addirittura il più grande giacimento in Europa, con circa 500.000 tonnellate metriche di litio da riportare alla luce.

Le agenzie di stampa internazionali non escludono che Trump abbia messo gli occhi anche su altri minerali ucraini. Il vero obiettivo delle trattative sarebbe, perciò, quello di accaparrarsi le preziose materie prime. Una mossa dietro la quale potrebbe esserci anche Elon Musk.

 

Obiettivo: indipendenza dalla Cina

Da numero 1 di Tesla ed esperto di auto elettriche e transizione energetica, il supermanager potrebbe aver ricordato al presidente che terre rare, litio e altri minerali sono il “petrolio del futuro”.

L’Agenzia Internazionale dell’Energia stima che la domanda mondiale delle sole terre rare passerà dai 92,6 chilotoni (kt) del 2023 (di cui 16,3 kt destinati all’energia pulita) ai 148,1 kt del 2030 (di cui 62 kt destinati all’energia pulita) e ai 175,6 kt del 2040 (di cui 71,8 kt destinati all’energia pulita).

Anno Domanda terre rare 2023 92,6 kt
(16,3 kt per energia green) 2030
(stima) 148,1 kt
(62 kt per energia green) 2040
(stima)
175,6 kt
(71,8 kt per energia green)

Ma oggi questi tesori sono appannaggio principalmente della Cina, monopolista della raffinazione. Portare gli interessi statunitensi in Ucraina significherebbe ridurre la dipendenza degli USA dall’import-export di un Paese considerato ostile.

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Fonte: Reuters, Agenzia Internazionale dell’Energia

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