La cinese AESC apre una fabbrica di batterie in Francia
A Douai, vicino a uno stabilimento Renault, apre una gigafactory da 10 GWh di capacità annua. Darà lavoro a 1.000 tecnici
AESC Group Ltd., produttore di batterie per veicoli elettrici con sede in Giappone e controllato dalla cinese Envision Group, ha inaugurato il 3 giugno una nuova gigafactory a Douai, nel nord della Francia.
L’impianto rappresenta un tassello importante nella corsa europea alla produzione locale di batterie e si inserisce nel piano strategico dell’Unione Europea per rafforzare la propria autonomia industriale nel settore della mobilità elettrica.
10 GWh di capacità e già un primo cliente: Renault
La nuova fabbrica francese avrà una capacità produttiva annuale di 10 GWh, sufficiente per alimentare centinaia di migliaia di veicoli elettrici ogni anno. In una prima fase, le batterie prodotte a Douai saranno destinate a Renault, che, formalmente dunque, sarà il primo cliente.
La scelta del sito non è casuale: l’impianto si trova infatti accanto alla storica fabbrica della Losanga di Douai, oggi al centro del progetto “ElectriCity”, polo industriale dell’elettrico che punta a produrre un milione di veicoli a zero emissioni l’anno entro il 2030.
Renault Twingo E-Tech Electric Prototype
Investimenti, occupazione e sostegno pubblico
Il progetto ha già generato 650 posti di lavoro, ma AESC ha annunciato che l’organico crescerà fino a 1.000 dipendenti, una volta raggiunta la piena capacità produttiva.
Per sostenere l’iniziativa, la Commissione Europea ha approvato il 31 gennaio un aiuto di Stato da 48 milioni di euro da parte del governo francese: un chiaro segnale dell’importanza strategica attribuita alle gigafactory nel processo di decarbonizzazione e indipendenza tecnologica.
Chi è AESC e qual è il suo ruolo nel panorama globale
AESC (Automotive Energy Supply Corporation) è nata come joint venture tra Nissan, NEC e NEC Tokin, ed è stata per anni il braccio operativo del gruppo giapponese nella produzione di batterie. Nel 2019, Envision Group, conglomerato cinese attivo anche nel settore dell’energia eolica e dell’idrogeno, ha acquisito una quota dell’80% della società, rilanciandone le ambizioni globali.
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