La Cina fa retromarcia: basta sovrainvestimenti nell'auto elettrica
Pechino è preoccupata dall'eccesso di produzione e persino il presidente Xi Jinping è critico verso i Governi locali: cosa sta succedendo
È il più grande mercato di veicoli al mondo, con una scelta di modelli d'auto elettriche da far impallidire qualunque altro Paese. Ma la situazione è quasi fuori controllo e la bolla rischia di scoppiare. Parliamo della Cina, dove diversi politici e regolatori, compreso il presidente Xi Jinping, stanno chiedendo all’industria di rallentare gli investimenti e porre fine alla guerra dei prezzi.
Ma cosa sta succedendo di preciso? Facciamo chiarezza.
La bolla della guerra dei prezzi
Da tempo, diversi costruttori all'ombra della Grande Muraglia rivedono al ribasso i listini per provare a superare la concorrenza. Guidata dal gigante BYD, l'industria sta esercitando una certa pressione su fornitori e partner.
La guerra dei prezzi, infatti, ha risvolti non solo positivi come la presenza di veicoli elettrici economici (pensiamo alla BYD Seagull, conosciuta in Europa come BYD Dolphin Surf), ma anche negativi: diversi fornitori si lamentano di non essere pagati nei tempi previsti.
BYD Seagull, la Dolphin Surf cinese
Per dare una prima soluzione al problema, i marchi d'auto locali si sono riuniti alcune settimane fa e hanno concordato l'istituzione di un programma di pagamento ai fornitori da 60 giorni. Il Governo di Pechino, però, vuole andare oltre. Media statali cinesi come Xinhua News riferiscono di un incontro tra i massimi funzionari dell'Esecutivo. Il risultato? Incoraggiare una regolamentazione a lungo termine di prezzi e concorrenza più rigorosa.
Primo passo sarà lo stop a “tagli di prezzo irrazionali”, che vedono diversi brand sottoprezzare intenzionalmente i veicoli al di sotto del costo. Il Governo interverrebbe in caso di violazione.
I dubbi del presidente
Il Financial Times aggiunge poi altri dettagli. Xi Jinping sarebbe stato critico nei confronti di varie nuove tecnologie, comprese l'intelligenza artificiale e gli stessi veicoli elettrici. Secondo il presidente, molti investimenti locali non avrebbero senso. “Tutte le province del Paese devono sviluppare industrie in queste direzioni?”, la domanda rivolta ai presenti.
(Nio) Firefly (2025)
In effetti i produttori d'auto cinesi hanno ricevuto supporto sia statale che locale, creando un problema di sovrapproduzione e sovraccapacità. Adesso, pur continuando a spingere verso i veicoli elettrici, risulta evidente che tale quantità di investimenti non sia più sostenibile, persino in un mercato da 1,4 miliardi di persone.
Non è comunque chiaro come il Governo metterà alle strette l'industria e risolverà i problemi.
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