Col cambio virtuale non si sente differenza fra auto elettrica e V8
Porsche valuta l’introduzione delle marce finte sulla Cayenne elettrica: i risultati delle prove sono promettenti
Solo un anno fa, rideva all’idea di introdurre un finto cambio sulle auto elettriche. Dodici mesi dopo, la tedesca Posche torna sui propri passi. La notizia arriva da Kyle Cheromcha, caporedattore di The Drive, che ha partecipato a un test al volante della Cayenne elettrica insieme a Sascha Niesen, responsabile della validazione prototipi del programma.
Durante il giro, Niesen rivela non solo che Porsche valuta l’aggiunta delle marce, ma anche che ha già sviluppato una serie di rumori artificiali del motore e simulazioni meccaniche simili al V8 della versione a benzina. I suoni sarebbero così convincenti da mettere in difficoltà persino gli ingegneri: finzione o realtà?
Come far suonare un motore elettrico
Compito non facile, considerato che parte fondamentale del processo di sviluppo sta nell’armonizzare il rumore in tutte le condizioni di guida.
“Abbiamo registrato i suoni percepiti sia all’interno dell’abitacolo che all’esterno, in uscita dallo scarico”, spiega Niesen a The Drive, raccontando come il team abbia cercato di traslare l’anima di un V8 in un’auto elettrica.
Prototipo Porsche Cayenne EV
Anima Porsche
Porsche è un marchio fortemente legato alle emozioni: vista, suono e tocchi sono elementi fondamentali dell’esperienza di guida. Non basta inserire il rumore di un V8 in un’auto per replicarne il carattere. Ma gli ingegneri della Cayenne EV ne sono consapevoli. Ed è qui che le parole di Niesen lasciano anticipano il futuro:
“Serve modulare il suono, perché il range di giri di un veicolo elettrico è molto più ampio. Ma in teoria, introducendo dei rapporti virtuali, si potrebbe sfruttare tutto, a seconda di quanti rapporti si scelgono di simulare”.
Incalzato sulla questione, Niesen precisa che la funzione dei cosiddetti “rapporti virtuali” è “in fase di valutazione”. Significa che Porsche non ha ancora preso una decisione definitiva. Se dovesse optare per questa strada, sarà necessario aggiungere alla Cayenne anche dell’hardware, come i paddle al volante.
Ma la Casa lo fa già su un altro prototipo, che Niesen guida a marzo.
“Ho guidato un concept vehicle a marzo. Volevo odiarlo, perché è artificiale, è finto, è tutto così,” racconta.
“Temevo che fosse il lavoro di programmatori che non hanno idea di come funzioni un cambio e che tentano di emularlo. Invece sanno esattamente cosa stanno facendo. Sono riusciti a farlo sembrare un vero cambio con convertitore di coppia. Non notavo la differenza.”
Niesen riconosce che, dal punto di vista tecnico, non ha senso introdurre finti punti di cambiata in un’auto elettrica. È lo stesso argomento sostenuto lo scorso anno dal collaudatore Porsche Lars Kern, secondo il quale il finto cambio non è altro che la simulazione di qualcosa ormai “appartenente al passato”. Ma Niesen sottolinea anche che i costruttori fanno lo stesso con i cambi CVT, proprio per renderli più simili ai cambi tradizionali.
Porsche Cayenne elettrica alla gara di montagna britannica
Decidi tu
Secondo Porsche, la chiave sta nel dare al cliente la possibilità di scegliere. Se il marchio decidesse di introdurre la funzione — e l’ipotesi resta ancora da confermare — non sarebbe qualcosa con cui il guidatore deve necessariamente interagire, ma una funzione che chi cerca più emozione nella guida potrebbe attivare regolarmente.
“È fondamentale”, ribadisce Niesen. “Bisogna dare al cliente la possibilità di sentirsi più coinvolto. Ma in un’auto elettrica non può essere obbligatorio”.
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