Com’è stare in una Tesla che si guida da sola a New York
Un collega di InsideEVs USA ci racconta l'esperienza a bordo di una Model Y con FSD nel traffico caotico di Brooklyn
Un nostro collega di InsideEVs USA ha avuto l’opportunità di testare la Tesla Model Y con il sistema Full-Self Driving (FSD) attivato nel cuore del traffico di New York, a Brooklyn, uno degli ambienti più caotici e complessi d’America per guidare. Le sue mani erano pronte sul volante, ma a gestire frenate, accelerazioni e sterzate era proprio il sistema di guida autonoma dell'auto.
Immaginate di trovarvi su una strada a doppio senso, bloccati dietro a un camion che sta scaricando proprio nel mezzo della carreggiata, parcheggiato a pochi metri da un semaforo. Il caos è totale: clacson che suonano, fattorini che si infilano tra le auto e una lunga fila di macchine che si avvicina in senso opposto.
Anche un guidatore esperto troverebbe la situazione stressante. Eppure, il nostro collega ha deciso di affidarsi completamente all’intelligenza artificiale di Tesla per districarsi nel traffico. Ecco come è andata.
A New York dentro un’auto che si guida da sola
All’inizio, racconta il nostro collega, la Model Y si è comportata piuttosto bene: ha rallentato, ha aspettato pazientemente un varco nel traffico in arrivo e ha aggirato il camion con una naturalezza quasi umana. Un momento di sollievo, ma anche di sorpresa.
Poi, però, è arrivato un nuovo problema: un altro camion ha svoltato bruscamente a destra nell’incrocio, invadendo la corsia della Tesla a causa della sua lunghezza e del raggio di sterzata. La Model Y è rimasta ferma, in attesa del verde, mentre il camion avanzava minacciosamente. Solo all’ultimo istante, il conducente ha dovuto prendere il controllo, accelerando leggermente per evitare una collisione.
La Tesla non si è fermata e non ha rallentato quando uno scuolabus ha ritirato i segnali di stop
Durante il test, ci sono stati altri momenti complicati. La Tesla non si è fermata e non ha rallentato quando uno scuolabus ha ritirato i segnali di stop e non ha dato precedenza a un camion dei pompieri con sirene e luci lampeggianti. Ha inoltre tagliato una pista ciclabile senza troppa delicatezza, costringendo un ciclista a frenare bruscamente.
In modalità “Chill” il sistema si è mostrato deciso, mentre nelle modalità “Standard” e “Hurry” è stato quasi troppo sicuro di sé, arrivando a sfiorare la linea gialla in corsia in alcune occasioni.
La Tesla Model Y Full-Self Driving a New York
Detto questo, la guida autonoma ha saputo sorprendere in altre situazioni, soprattutto fuori città, nelle zone suburbane meno caotiche.
Durante un viaggio di oltre 370 km in autostrada verso i sobborghi di Washington D.C., il FSD ha gestito la maggior parte della guida, rendendo il percorso molto più rilassante e meno stressante. Anche per un breve tragitto serale fino a un ristorante, il sistema non ha richiesto alcun intervento.
Il FSD oggi non è ancora un pilota completo
La prova a New York è molto significativa anche perché è proprio in questa città che Tesla sta testando la versione del software FSD che dovrebbe equipaggiare i Robotaxi.
Con la sua alta densità abitativa e il traffico imprevedibile, New York rappresenta la sfida più ardua per queste tecnologie. Se Tesla riuscirà a far funzionare i Robotaxi qui, potrebbe riuscirci praticamente ovunque. Ma per ora, anche in città più “semplici” come Austin o nella Bay Area, dove Tesla ha già avviato un servizio di ride-hailing, la guida autonoma completa resta un obiettivo ancora lontano.
Le leggi dello Stato di New York, lo ricordiamo, impongono la presenza di un conducente umano pronto a intervenire e già dall'anno scorso il Dipartimento dei Trasporti ha aperto i test ai veicoli autonomi, concedendo anche a Waymo (la divisione robotaxi di Alphabet) il permesso di operare a Manhattan e a Brooklyn.
Waymo: i robotaxi di San Francisco
A differenza di Tesla, aziende come Waymo e Zoox usano una combinazione di sensori: telecamere, radar e lidar, quest’ultimo un sistema di rilevamento 3D molto preciso e costoso. Musk ha spesso definito il lidar una “stampella” e ha detto che chi lo usa è “destinato a fallire”. Ma i fatti dicono altro: Waymo gestisce centinaia di migliaia di corse senza conducente ogni settimana in diverse città americane.
Se usato correttamente, il FSD resta uno dei migliori sistemi di assistenza alla guida di livello 2 attualmente disponibili, offrendo funzionalità che superano quelle di concorrenti come Super Cruise di General Motors o BlueCruise di Ford. "La differenza - scrive il nostro collega - è che questi sistemi mantengono le promesse, mentre il Full-Self Driving tende a promettere troppo e a deludere.
Tesla stessa raccomanda una supervisione costante del conducente, con le mani sul volante e la prontezza a intervenire in qualsiasi momento.
Fotogallery: La Tesla Model Y Full-Self Driving a New York
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