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La strategia Hyundai per auto elettriche (range extender) da 960 km

La Casa coreana lancerà EREV da quasi 1.000 km di autonomia combinata nel 2027: ecco come

Hyundai EREV Post
Foto di: Hyundai

Hyundai è solo l’ultima fra tante Case a puntare su tecnologie “vecchia scuola” per favorire l’auto elettrica: il motore a benzina. Quando, nel 2027, lancerà i suoi primi veicoli ad autonomia estesa (range extender, o EREV), il costruttore coreano seguirà infatti un copione già visto.

Gli EREV di Hyundai saranno destinati a “veicoli di grandi dimensioni”, come dichiarato dal ceo José Muñoz in un incontro con la stampa della scorsa settimana. In quell’occasione, la Casa ha anche svelato alcuni punti chiave del programma EREV: obiettivo di circa 960 km di autonomia, ma con esperienza di guida “da elettrico puro” e batteria più piccola. La piattaforma, però, non sarà usata su modelli più compatti.

«Li vediamo più utili su veicoli di grandi dimensioni, perché eliminano l’ansia da autonomia e fanno percorrere le lunghe distanze tipiche del consumatore americano», ha specificato Muñoz.

Auto per città e fuori

Il ceo ha poi spiegato l'utilità di un’auto con un motore elettrico e uno a benzina, da usare rispettivamente nella vita quotidiana e nei viaggi: «Da una parte, gli automobilisti risparmiano sul carburante e il modello d’uso è semplice, si ricarica di notte come un telefono; dall’altra, se vuoi partire per un lungo weekend e devi macinare molti chilometri, subentra una certa ansia, non sai se la colonnina funzionerà, eccetera. A quel punto serve una tecnologia diversa».

Hyundai sta quindi seguendo due strade: ampliare l’accesso alla ricarica rapida partecipando alla rete americana Ionna insieme ad altri costruttori e adottando il connettore Nacs di Tesla, e introdurre gli EREV.

Foto di: InsideEVs

Resta da vedere come arriveranno. La Casa non ha annunciato modelli specifici che utilizzeranno la nuova piattaforma. In passato, alcune voci hanno ipotizzato pickup e varianti di Santa Fe e Genesis GV70, ma nulla è ufficiale.

Non solo Hyundai

Così facendo, Hyundai si unirebbe ad altri costruttori che adottano la formula EREV nei veicoli più grandi. Scout Motors, per esempio, ha presentato l’“Harvester” EREV per accompagnare i pick-up e SUV elettrici, dichiarando che gli ordini dei clienti privilegiano nettamente questa versione rispetto a quella 100% elettrica. Ram ha recentemente cancellato un pick-up completamente elettrico per concentrarsi su un modello EREV, mentre l’amministratore delegato di Ford, Jim Farley, ha affermato che l’azienda deve entrare nel segmento EREV perché «gli americani amano le auto grandi».

Ma che differenza c’è con le auto ibride plug-in? Che queste sono essenzialmente auto a benzina con componenti elettrici. Gli EREV funzionano invece al contrario: sono elettriche in cui il motore a combustione serve solo a ricaricare la batteria.

Muñoz ha infine sottolineato che Hyundai punta su ibridi ed EREV nel caso in cui negli Stati Uniti — il suo mercato più importante — le vendite di elettriche pure rallentino con la fine degli incentivi fiscali e delle penalità sui consumi.

«Credo che entro il 2030 vedremo un buon equilibrio, direi circa 50/50, tra ibride ed elettriche», ha concluso. Resta da capire se i range extender sono inclusi.