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Si può progettare un'auto elettrica nel tempo di una nascita?

Il colosso informatico giapponese SCSK porta al Salone di Tokyo un veicolo elettrico realizzato in 9 mesi: ecco come ce l'ha fatta

SCSK il teaser della nuova auto elettrica
Foto di: SCSK Corporation

C'è un altro colosso dell'informatica che si lancia nel mondo della mobilità elettrica. E no, stavolta non è cinese. Arriva dal Giappone e si chiama SCSK Corporation. Si occupa principalmente di software, servizi digitali per aziende e, più in generale, di tutto ciò che riguarda l'information technology.

SCSK ha deciso di presentare la sua prima auto elettrica all'imminente Salone di Tokyo e, a pochi giorni dall'unveiling ufficiale, ha iniziato a svelare alcuni dettagli del nuovo progetto.

Sviluppo record

La prima cosa che fa sobbalzare sulla sedia riguarda il tempo di sviluppo. SCSK ha affermato di aver progettato la sua auto in soli 9 mesi. Fino a poco tempo fa, per sviluppare un nuovo veicolo si mettevano in conto 5 anni. Le Case cinesi hanno rivoluzionato i processi arrivando in certi casi limite a 18 mesi. Ora, in Giappone, c'è chi ha dimezzato un tempo che per molti costruttori europei resta una chimera.

Ma come ha fatto SCSK a fare tutto in così poco tempo? Semplice: ha fatto cosa sapeva fare meglio e lo ha applicato a un veicolo, che è a tutti gli effetti software oriented. Cioè, un veicolo in cui tutto è progettato intorno al software e in cui l'hardware è pensato in un secondo momento. 

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Tra le tech company che si cimentano con l'auto elettrica c'è anche Xiaomi

Foto di: MIIT

Un nuovo modo di pensare l'auto

Ed è proprio su questo modo di lavorare che SCSK vuole porre l'accento. Nelle intenzioni dell'azienda nipponica non c'è quella di competere con altri costruttori nazionali come Toyota o Honda, ma di mostrare a questi una nuova prospettiva per fare automobili. Una prospettiva in cui si lavora diversamente, con metodi più rapidi, snelli e flessibili.

Naturalmente SCSK non ha fatto tutto da sola: nell'ultimo anno ha creato una fitta rete di fornitori nazionali ed esteri, mettendo in piedi un modello di collaborazione orizzontale in cui ogni partner ha realizzato in autonomia una componente. Si tratta di un modo lavorare diverso da quello adottato generalmente in campo automotive, dove una Casa automobilistica adotta una collaborazione di tipo “verticale”, in cui ogni azienda coinvolta si trova a un certo stadio della catena produttiva e ha un rapporto di subordinazione rispetto al costruttore.

Come sarà fatta questa prima auto elettrica di SCSK lo scopriremo solo tra qualche giorno. Per ora sappiamo che ha un touchscreen centrale da 44,6 pollici. Tanto per mettere in chiaro le origini di chi la produce.