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Pioggia di fondi per la ricarica in Europa (e Italia)

Sono oltre 600 milioni di euro i fondi Ue destinati a colonnine per auto elettriche e non solo. Tre progetti riguardano il nostro Paese

Copia ART08312
Foto di: Autocritica

Affrontare un viaggio transfrontaliero in auto elettrica su strade europee può essere complicato. Nonostante le arterie del continente possano contare su più di 8.000 colonnine fast con tariffe anche ragionevoli, il lavoro da fare rimane tanto.

Ecco perché l’Unione europea sta investendo centinaia di milioni di euro per ampliare ulteriormente la rete di ricarica. L’ultima tornata di finanziamenti arriva dalla Commissione Ue e assegna oltre 600 milioni di euro a 70 progetti per l’elettrificazione di infrastrutture stradali, marittime, fluviali e aeroportuali della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T).

La maggior parte dei fondi finanzierà proprio l’installazione di migliaia di nuove colonnine fast: oltre 1.000 punti da 150 kW per auto e furgoni elettrici, a cui si aggiungono più di 2.000 punti da 350 kW e 586 punti da 1 megawatt per i mezzi pesanti.

I fondi per l’Italia

Le nuove stazioni sorgeranno lungo i principali corridoi di 24 Paesi Ue. Il finanziamento più consistente è assegnato alla francese Voltix, che installerà 288 MW di potenza di ricarica per veicoli commerciali pesanti in 45 località distribuite in diversi Stati. Sono invece tre i progetti italiani:

  • 56 punti di ricarica per auto e veicoli pesanti firmati Electrip: 2,1 mln €
  • 39 stazioni di ricarica entro 3 km dalla rete stradale TEN-T di Italia, Francia, Austria, Repubblica Ceca, Spagna, Germania e Paesi Bassi: 4 mln €
  • ammodernamento delle infrastrutture in sette aeroporti di tre Stati membri: Italia (Milano Linate e Malpensa), Germania (Colonia/Bonn e Stoccarda) e Austria (Graz e Vienna): 24 mln €
Una Hyundai Inster in carica presso un caricatore rapido DC OMV

Hyundai Inster in ricarica a una colonnina fast

Foto di: Autocritica

Anche idrogeno

Oltre all’espansione dell’infrastruttura EV, la Commissione finanzierà infatti 16 aeroporti che vogliono elettrificare i servizi di handling di terra.

La rete dell’idrogeno riceverà un ulteriore impulso con la costruzione di 38 stazioni di rifornimento auto, camion e autobus. Infine, 24 porti potranno installare servizi elettrificati, sistemi di Onshore Power Supply (OPS) e infrastrutture per il bunkeraggio di ammoniaca destinata alle navi.

I progetti sono stati selezionati nell'ambito del secondo cut-off del bando AFIF 2024-2025, chiuso l’11 giugno 2025.