Com'è fatto il veicolo elettrico Volkswagen che viaggia senza pilota
La Casa tedesca diffonde la prima immagine del Gen.Urban, robotaxi che va in giro per le strade di Wolfsburg
Sempre più Case auto valutano la produzione di robotaxi, ovvero veicoli elettrici a guida autonoma. E Volkswagen vuole essere in prima linea. A Wolfsburg, il colosso tedesco sta testando un taxi senza volante, pedali e conducente. Per ora è solo di un progetto di ricerca, ma il Gen.Urban (questo il nome) sembra un prototipo destinato, prima o poi, a dare origine a un veicolo di serie.
Volkswagen aveva già presentato un robotaxi basato sull’ID. Buzz, in commercio dal prossimo anno. Ma il Gen.Urban è diverso e sembra un mezzo progettato su misura per il servizio di robotaxi.
Quattro porte, zero specchietti
Nel comunicato con cui annuncia l’avvio dei test dei test nella città Natale, il gruppo teutonico condivide pochissime informazioni.
Al di là dell’assenza di comandi fisici e dell’obiettivo di studiare le reazioni dei passeggeri a una guida completamente autonoma, si sa ben poco. Al momento, a bordo è comunque presente un conducente di sicurezza, seduto sul sedile del passeggero, in grado di prendere il controllo del veicolo tramite un joystick.
Il mezzo richiama chiaramente il linguaggio stilistico della famiglia elettrica ID., ma con un aspetto ancor più futuristico. Volkswagen ha diffuso una sola immagine del Gen.Urban, dalla quale pare emergere una carrozzeria a quattro porte con portiere posteriori controvento, probabilmente senza montante centrale, per facilitare l’accesso ai sedili posteriori.
VW Concept Gen.Urban Robotaxi
Non sono presenti specchietti retrovisori tradizionali, inutili su un veicolo di questo tipo, sostituiti da moduli con telecamere. È visibile anche una telecamera frontale, mentre altre sembrano essere montate sui lati. Sul tetto, verso la parte posteriore, si nota una sporgenza che probabilmente ospita la telecamera posteriore e altri sensori.
I quattro moduli sensori agli angoli dell’area vetrata non lasciano dubbi sulla vocazione autonoma del veicolo. A ribadirlo ci pensano anche le grandi scritte “Research Vehicle” applicate su tutti i lati del prototipo. Il Gen.Urban ricorda il robotaxi Rimac Verne, ma con due porte in più, una superficie vetrata più arrotondata e sensori posizionati in modo completamente diverso.
Volkswagen non fa alcun accenno ai piani futuri per il Gen.Urban, ma il fatto che si tratti di un modello progettato appositamente per la guida autonoma, unito alle ambizioni del gruppo nel settore, lascia pensare a una commercializzazione futura. È difficile immaginare che sia stato sviluppato un veicolo completamente nuovo solo per studiare le reazioni dei passeggeri all’assenza del volante.
Attualmente il prototipo circola a Wolfsburg lungo un percorso prestabilito, probabilmente trasportando solo dipendenti dell’azienda. Il progetto dimostra, però, quanto Volkswagen faccia sul serio nel voler entrare nel mercato dei robotaxi, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento almeno in Europa, dove i grandi operatori autonomi statunitensi e cinesi stanno muovendo i primi passi.
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