In Cina, con gli stessi soldi, puoi comprare 5 auto elettriche
Al prezzo medio di un'elettrica venduta negli USA si acquistano le 5 cinesi più popolari. Ma l'automobilista americano è più ricco
La guerra dei prezzi ha portato il mercato cinese a vivere situazioni per certi versi estreme: all'ultimo Salone di Pechino, vetrina importante non soltanto per le novità ma anche per l'orientamento industriale - e commerciale - dei costruttori, gran parte dell'attenzione è stata attirata dalle proposte a basso costo.
Tanto che l'agenzia di stampa Reuters ha pubblicato un interessante articolo in cui sottolinea che all'equivalente del prezzo medio di un'auto elettrica venduta negli Stati Uniti, intorno ai 51.000 dollari, si potrebbero comprare i primi cinque modelli economici più venduti sul mercato cinese, tutti sotto i 12.000 dollari e in qualche caso, proposti a una cifra corrispondente alla metà. Suggestivo, ma è davvero così?
Le debite proporzioni
Reuters cita cinque modelli con il prezzo più basso, dalla Wuling Hongguang Mini EV che costa l'equivalente di appena 6.500 dollari, alla Geely EX2 alle BYD Seagull, Yuan UP e Qin Plus DM fino a 11.700 dollari) ma fa anche notare come sul mercato cinese esistano qualcosa come 200 modelli elettrici che costano intorno all'equivalente di 25.000 dollari: metà, appunto, del prezzo medio sul mercato americano e corrispondenti a meno di 23.000 euro, considerati un po' il prezzo ideale per le elettriche popolari che il mercato europeo richiede a gran voce.
Ma nel confronto USA-Cina manca qualcosa, ossia il parametro per valutare quanto quel prezzo sia effettivamente conveniente. Intanto consideriamo che il concetto di "piccola auto" cambia radicalmente nel confronto tra il mercato statunitense e quello cinese, tanto che i modelli più popolari in Cina non sono e non sarebbero venduti negli USA.
Chevrolet Bolt 2027
Non a caso, il "minimo" sul mercato statunitense è rappresentato da auto compatte come la Chevrolet Bolt e la Nissan Leaf, che partono da circa 27-28.000 dollari, comunque quasi tre volte più delle piccole cinesi di segmento inferiore.
L'America resta più ricca
Naturalmente, non è tutto. Il costo medio della vita in Cina cambia moltissimo da una zona e l'altra, e in particolare tra le grandi città e le zone più periferiche, ma il rapporto tra lo stipendio medio e il costo della vita è più sfavorevole rispetto a quello americano.
Per fare un esempio, basta fare qualche semplice ricerca per appurare che in Cina lo stipendio medio arriva a una cifra equivalente a meno di 1000 dollari, mentre quello americano è intorno ai 5.700 dollari. Il costo medio della vita negli USA è altresì più alto, in particolare per affitti e costi sanitari, ma determina ugualmente un livello di benessere maggiore tanto che secondo le stime un lavoratore americano ha un potere d'acquisto circa doppio rispetto a uno cinese.
E per acquistare l'auto elettrica più piccola che disponibile sul mercato, spende circa 4,5 volte il suo stipendio meno, mentre il suo collega cinese che acquista un'auto di dimensioni e categoria nettamente inferiori, deve investire nel migliore dei casi da 6-6,5 a 10 stipendi.
E l'Europa?
Il Vecchio Continente si piazza un po' a metà strada: qui, il prezzo medio di un'auto elettrica si aggira intorno ai 42.000 euro, ma il prezzo delle proposte più abbordabili - queste sì equivalenti per taglia e segmento a quelle cinesi - fatica a scendere sotto la soglia dei 20.000 euro.
Per quanto riguarda stipendi e potere d'acquisto, l'Europa ha ancora enormi disparità all'interno del suo territorio, da poco più di 1.000 euro in alcuni Paesi dell'Est a oltre 6.000 in casi limite come il Lussemburgo, con una media lorda che supera i 3.000 anche se già in Italia, la media stessa è ridimensionata a meno di 2.000 euro.
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Quindi, l'impegno economico per acquistare un'auto elettrica da parte di un automobilista europeo è ancora inferiore a quello di uno cinese, mentre nel caso specifico nostro Paese, con 1.800 euro di stipendio medio e prezzi che partono da poco meno di 18.000 euro (escludendo incentivi) lo sforzo è diventato molto simile a quello richiesto a un lavoratore cinese.
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