Il pick-up elettrico più economico d'America cambia batteria
Slate abbandona la tecnologia NMC per contenere i costi e migliorare il rapporto tra prezzo e autonomia
A pochi mesi dal debutto commerciale, Slate ha modificato una delle caratteristiche più importanti del suo primo veicolo elettrico. La startup statunitense, nata con l'obiettivo di portare sul mercato un pick-up a basso costo, ha annunciato che il modello partirà da 24.950 dollari, pari a circa 21.700 euro al cambio attuale, prima di tasse e spese aggiuntive.
Contestualmente, l'azienda ha rivisto la strategia per le batterie: abbandonata la versione opzionale da circa 386 km di autonomia, mentre quella standard passa da 241 a 330 km con una singola ricarica. Una scelta che riflette i profondi cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nel settore degli accumulatori per auto elettriche.
Dalle batterie NMC alle LFP per ridurre i costi
In origine Slate aveva previsto di utilizzare celle con chimica NMC, acronimo di nichel-manganese-cobalto, una tecnologia molto diffusa nell'industria automobilistica grazie all'elevata densità energetica che consente di ottenere percorrenze più elevate.
Tuttavia, il nichel e soprattutto il cobalto sono materiali costosi, fattore che incide in modo significativo sul prezzo finale del veicolo.
Per questo la startup ha deciso di passare alle batterie LFP, ovvero litio-ferro-fosfato. Questa tecnologia offre una densità energetica inferiore, ma permette di contenere i costi grazie all'utilizzo di materie prime più economiche, come il ferro, che sostituisce nichel e cobalto nella composizione del catodo.
Secondo le stime del settore, i pacchi batteria LFP possono costare fino al 40% in meno rispetto a quelli NMC. Slate si affiderà a Gotion, produttore cinese di batterie con sede a Hefei, mentre l'assemblaggio delle celle dovrebbe avvenire in uno stabilimento dell'Illinois.
Più autonomia utile e batterie più semplici da produrre
La crescente diffusione delle batterie LFP non è legata soltanto al prezzo. Negli ultimi anni questa tecnologia ha compiuto importanti progressi, riducendo il divario con le batterie tradizionali in termini di autonomia. Non a caso costruttori come Tesla, Ford, General Motors e Rivian hanno già introdotto modelli che utilizzano questa chimica.
Un altro elemento chiave è rappresentato dalla tecnologia "cell-to-pack", adottata anche da Slate. A differenza dei sistemi tradizionali, nei quali le celle vengono prima raggruppate in moduli e successivamente inserite nel pacco batteria, questa soluzione prevede l'integrazione diretta delle celle all'interno della batteria.
Il risultato è una struttura più compatta, meno complessa da assemblare e in grado di sfruttare meglio lo spazio disponibile. Per un veicolo compatto ed economico come il pick-up di Slate si tratta di un vantaggio importante, soprattutto considerando che le batterie LFP possono essere ricaricate abitualmente fino al 100% con minori effetti sull'usura rispetto alle NMC. Una caratteristica che permette agli utenti di sfruttare quotidianamente tutta l'autonomia disponibile senza particolari precauzioni.
Consigliati per te
MAN avvia la produzione delle batterie per camion elettrici
Il pick-up di Amazon costa meno di 25mila dollari
Batterie cinesi oltre il megawatt senza fondere tutto
Dall'Italia all'Europa: ricarica facile con l'app giusta
Batterie al sodio: la Cina accelera sui veicoli commerciali
Le auto elettriche più efficienti per viaggiare, stando ai test
Degrado batterie: la classifica 2026 delle auto più affidabili