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Ecco perché un lungo viaggio in elettrico può diventare un incubo
Durante il periodo estivo ricaricare in autostrada richiede qualche accortezza e un po' di fortuna

Foto di: InsideEVs
Francesco Barontini 
Di: Francesco Barontini
4 ago alle 17:00
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Con l’aumento delle percorrenze medie delle auto elettriche e del numero di colonnine in autostrada, affrontare un viaggio a zero emissioni, anche molto lungo, non ha più il sapore dell’impresa. In questi ultimi anni, più di una volta mi sono trovato ad attraversare l’Italia con un’auto a batteria e, a prescindere dal modello, dall'autonomia e dalle prestazioni, non ho mai incontrato particolari problemi.
Se però il viaggio in questione lo si affronta in un giorno da bollino nero, con traffico intenso in tutto lo Stivale, orde di vacanzieri provenienti da altri Paesi e un sole cocente, allora ci sono alcuni inconvenienti che possono rendere un normale trasferimento in macchina una specie di incubo.
In questo articolo facciamo un elenco di quello che ci è successo e che è successo ad altri automobilisti “elettrici” con i quali ci siamo fermati a parlare mentre eravamo in sosta alla colonnina.
Un traffico oltre il normale
La prima difficoltà incontrata durante il viaggio è stata proprio la disponibilità di punti di ricarica. Come detto in un altro articolo, in Italia il rapporto tra colonnine pubbliche e auto in circolazione è buono: migliore della media europea e di quanto non accada in altri stati in cui la mobilità green è di gran lunga più diffusa. Però, con i tanti turisti provenienti da Francia, Germania, Danimarca e Paesi Bassi, molti dei quali al volante di auto a batteria, l’affluenza alle colonnine supera ormai di molto quella abituale.
Il risultato è che in molte aree di servizio non si sono trovate ricariche libere, con conseguenti ingorghi e code. Ancor peggio, in alcuni autogrill, i punti di ricarica sono collocati molto vicini all’ingresso. Le auto elettriche formavano quindi code proprio lungo le corsie di accesso: una situazione pericolosa, oltre che scomoda.
C’è poi un altro caso che merita una menzione particolare. Le colonnine fast hanno i cavi corti. Alcuni modelli non erano in grado di attaccare la spina perché avevano la presa in posizione scomoda. In questo modo, pur avendo uno stallo a disposizione, si sono trovati costretti a cedere il posto a qualcuno con un’auto “compatibile” con lo spazio disponibile.
Troppo sole, poco segnale
Tra gli inconvenienti a cui si può andare incontro in estate c’è anche quello della troppa luce. Alcuni automobilisti che dovevano inquadrare i QR Code sugli schermi delle colonnine per ricaricare le auto non riuscivano ad avviare le sessioni di ricarica perché i monitor erano completamente “cotti” dal sole e poco visibili.

La prima stazione autostradale in Italia per auto elettriche
Foto di: Ionity
Chi invece usava l’app del telefono, a volte si trovava costretta ad allontanarsi dall’auto per cercare un paio di tacche in più di segnale. Alcune zone in cui si trovano le colonnine, infatti, risultano senza copertura.
Interoperabilità da rivedere
C’è, infine, la possibilità di incontrare problemi a ricaricare con gestori diversi dal proprio. Non perché non siano compatibili, ma perché non forniscono informazioni accurate.
Durante il viaggio, è successo per esempio che alcuni automobilisti si trovassero davanti a 3 o 4 colonnine e non riuscissero a capire quale selezionare in base al posto dove avevano parcheggiato.
Oppure, pur avendo individuato la colonnina corretta, si trovassero a dover scegliere “a caso” il lato a cui attaccarsi. Un’automobilista francese leggeva sulla sua app tre prese “1” per quanto sulla colonnina fossero riportate correttamente le diciture “1”, “2” e “3”.
I numeri dei punti di ricarica sulle app non corrispondono a quelli sulle colonnine
Foto di: InsideEVs
Viaggiare in elettrico è possibile
Tirando le somme, siamo ancora certi che affrontare un lungo viaggio in auto elettrica oggi sia assolutamente possibile. La rete di ricarica è cresciuta molto negli ultimi anni e consente ormai di raggiungere praticamente qualsiasi destinazione. Questo, però, non significa che si possa partire con la stessa leggerezza con cui si affronta un viaggio a bordo di un'auto con motore termico. Un minimo di pianificazione resta fondamentale.
Conviene individuare in anticipo le stazioni di ricarica lungo il percorso, prevedere sempre un'alternativa nel caso una colonnina sia occupata o fuori servizio, evitare di arrivare con la batteria quasi scarica e verificare la compatibilità dei sistemi di pagamento e delle app necessarie.
Anche tenere un margine di autonomia può fare la differenza quando il traffico, una deviazione o una ricarica più lenta del previsto modificano i piani. Sono piccole precauzioni che permettono di affrontare le vacanze con serenità, evitando che un semplice trasferimento si trasformi in un viaggio ricco di stress e imprevisti.
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