Home
News
Tecnologia
Entra, parla, rilassati: Waymo Ojai ora ha Gemini a bordo
Assistente vocale per comfort, info di viaggio e Calm Mode, senza controllo diretto sulla guida autonoma

Foto di: Waymo
Eleonora Lilli 
Di: Eleonora Lilli
30 lug alle 15:00
Aggiungi InsideEVs alle fonti preferite su Google
- (https://twitter.com/intent/tweet?url=https%3A%2F%2Finsideevs.it%2Fnews%2F803185%2Fwaymo-ojai-gemini-cambia-robotaxi%2F&text=Entra%2C%20parla%2C%20rilassati%3A%20Waymo%20Ojai%20ora%20ha%20Gemini%20a%20bordo&via=insideevsitalia)
- Copia
Condividi
La scena è questa: si sale su un Waymo Ojai, non c’è volante né conducente e dal pannello compare un’icona con il logo Gemini. Basta toccarla e il robotaxi diventa un piccolo salotto AI: luce e temperatura si regolano a voce, il tragitto viene raccontato come farebbe un assistente di bordo e nel frattempo si può chiedere qualunque cosa, dal traffico al miglior bar a due isolati di distanza.
Waymo ha iniziato a distribuire in beta Gemini in cabina e la nuova interfaccia a tre schermi su Ojai, il veicolo progettato da zero per il ride‑hailing che ha iniziato a trasportare passeggeri a maggio. La mossa arriva mentre il servizio cresce, con migliaia di veicoli e centinaia di migliaia di corse a settimana, e punta a spostare l’attenzione dal “se la guida autonoma funziona” a “come si sta a bordo”.
Per sfruttarla al meglio, però, è essenziale capire cosa l’assistente può fare e soprattutto cosa non può controllare del robotaxi.
Waymo Ojai: come funziona Gemini e cosa fa in corsa
Gemini in Waymo è un assistente conversazionale integrato negli schermi dell’Ojai: i passeggeri lo attivano toccando un’icona e da lì possono dialogare a voce o tramite touch. Il sistema gestisce i principali controlli di cabina, come climatizzazione e illuminazione, mostra e spiega il percorso, aggiorna su eventuali deviazioni e risponde a domande sul servizio e sul funzionamento del robotaxi.

14

Fonte: Waymo
Oltre alla parte “di bordo”, Gemini si comporta come un normale assistente AI: durante il tragitto può suggerire un ristorante in zona, dare indicazioni su cosa c’è da vedere in quartiere o aiutare a tradurre una frase se i passeggeri non parlano la lingua locale. Se, ad esempio, si chiede di accostare prima della destinazione, l’assistente inoltra la richiesta al sistema di viaggio, ma senza toccare direttamente la guida del veicolo.
Nuova interfaccia a tre schermi: comfort e Calm Mode
La nuova esperienza Ojai introduce la prima grande revisione dell’interfaccia utente Waymo da anni: a bordo ci sono tre schermi, che cambiano contenuto a seconda dei posti occupati. Chi siede davanti può avere una vista più “di mappa” o informazioni sull’arrivo, chi sta dietro può concentrarsi su intrattenimento, controlli di comfort o spiegazioni su come funziona il robotaxi, con un layout su misura per ogni posizione.
Tra le novità c’è la Calm Mode, una modalità che riduce al minimo le informazioni mostrate: restano solo gli elementi essenziali sul viaggio, come tempo rimanente e tappa successiva, mentre notifiche e dettagli grafici più invasivi spariscono. Per chi teme il sovraccarico di schermi e indicatori tipico dei primi robotaxi, è un passo verso un’esperienza più vicina a quella di un normale viaggio in auto con autista.

A bordo ci sono tre schermi, che cambiano contenuto a seconda dei posti occupati
Foto di: Waymo
Gemini, Waymo Driver e sicurezza: cosa non controlla l’AI
Waymo sottolinea che Gemini non controlla alcun aspetto del movimento o della navigazione dell’Ojai: l’assistente non sterza, non frena e non pianifica le traiettorie. Tutto questo resta nelle mani del Waymo Driver, il software di guida autonoma che elabora i dati di sensori e mappe in tempo reale. Gemini non ha accesso diretto a questi dati di guida e non può modificarne il comportamento.
Per chi guarda alla sicurezza e alla privacy, questo significa che le richieste gestite dall’assistente – dal cambiare la temperatura al chiedere una sosta – vengono tradotte in comandi di alto livello, senza che l’AI possa “aggirare” i limiti fissati dal sistema di guida. Una separazione pensata per evitare che funzioni sperimentali, o prompt creativi dei passeggeri, abbiano impatto su frenate, manovre o routing del veicolo.
Robotaxi, Gemini e sfida nella mobilità autonoma urbana
L’integrazione di un assistente AI in cabina sposta l’asticella nella corsa ai robotaxi: non si gioca più soltanto su chi ha il miglior algoritmo di guida, ma su chi riesce a offrire la migliore esperienza passeggeri. Nel panorama che va dalle sperimentazioni in Europa ai progetti in Nord America, questo approccio “salotto su ruote” affianca l’idea di robotaxi più minimalista vista su altri fronti, per esempio nei piani per i futuri robotaxi Tesla.
Per chi segue lo sviluppo della mobilità autonoma condivisa, la combinazione Ojai+Gemini offre un assaggio di come potrebbero evolvere i servizi urbani: veicoli nati per il ride‑hailing, interfacce pensate più come app che come cruscotti e assistenti capaci di gestire la relazione con il passeggero. Uno scenario che dialoga con i test di altri operatori come i robotaxi Zoox di Amazon o i primi progetti di Apollo Go a Londra, e che rende sempre più sottile il confine tra auto, servizio e spazio digitale in movimento.
Leggi anche
L'auto elettrica emette CO2 anche mentre viaggia: ecco come
I data center diventano il nuovo terreno di sfida delle batterie
Condividi quest'articolo
- (https://twitter.com/intent/tweet?url=https%3A%2F%2Finsideevs.it%2Fnews%2F803185%2Fwaymo-ojai-gemini-cambia-robotaxi%2F&text=Entra%2C%20parla%2C%20rilassati%3A%20Waymo%20Ojai%20ora%20ha%20Gemini%20a%20bordo&via=insideevsitalia)
- Copia
DI TENDENZA

L’aereo elettrico che decolla in verticale promette costi da auto privata

Auto elettriche usate, perché si svalutano così in fretta?

Ricarica elettrica, perché le colonnine fanno così tanto rumore?

Geely E2 vs Citroen e-C3, duello tra elettriche a basso costo
ULTIMI ARTICOLI
- L’aereo elettrico che decolla in verticale promette costi da auto privata 20 Ott - Attualità
- Ricarica elettrica, perché le colonnine fanno così tanto rumore? 20 Ott - Ricarica e colonnine
- Auto elettriche usate, perché si svalutano così in fretta? 20 Ott - Mercato e industria
- Ricarica ultraveloce, Fastned cresce e punta a 500 stazioni 20 Ott - Ricarica e colonnine
- La svolta elettrica parte dalle strade, Anas entra in Motus-E 20 Ott - Attualità
- Quest'auto elettrica cinese può cambiare batteria per avere più autonomia 20 Ott - Batterie
- Geely E2 vs Citroen e-C3, duello tra elettriche a basso costo 20 Ott - Attualità
Consigliati per te

Il muletto robot che monta pannelli solari ogni 40 secondi

Ricarica elettrica, perché le colonnine fanno così tanto rumore?

Come fa la Mercedes-AMG GT SUV a ricaricare in 12 minuti?

Auto elettriche usate, perché si svalutano così in fretta?

La Tesla Roadster ha oltre 1.360 CV e si ricarica in 10 minuti. Tutti i dati tecnici

Ricarica ultraveloce, Fastned cresce e punta a 500 stazioni

Nella pinza freno delle elettriche c’è un sensore che cambia tutto