Celle della batteria testate dopo 14 anni: ok per un altri 10 anni
CATL ha fornito le celle per il primo grande progetto di accumulo di energia. 14 anni dopo, non è stata sostituita neanche una batteria
Ormai dovrebbe essere chiaro che le moderne batterie ad alta tensione, come quelle utilizzate nelle auto elettriche e nei sistemi di accumulo energetico, sono estremamente robuste. Diversi studi e report hanno mostrato che le celle agli ioni di litio di ultima generazione possono superare senza problemi la vita utile dei veicoli che alimentano, con tassi di guasto scesi fino allo 0,3%.
CATL, il costruttore cinese che è anche il più grande produttore al mondo di batterie per auto elettriche e sistemi di accumulo, vuole dimostrare che le sue celle al litio-ferro-fosfato (LFP) possono essere ancora più affidabili. Un dato rilevante, considerando che le batterie LFP di CATL sono presenti in moltissimi veicoli elettrici in tutto il mondo.
L’azienda ha prelevato decine di celle dai resti del progetto Zhangbei, il primo impianto di accumulo energetico su larga scala con batterie agli ioni di litio al mondo, e le ha sottoposte a test. I risultati sono stati migliori del previsto.
Il progetto Zhangbei: 14 anni di attività senza sostituzioni
Per contestualizzare, il sistema di accumulo a batterie da 63 MWh del progetto Zhangbei è entrato in funzione nel 2011, ha alimentato con energia verde le Olimpiadi invernali del 2022 ed è rimasto operativo fino a giugno 2025. Dopo quasi 14 anni di funzionamento, con cicli continui di carica e scarica, tutte le celle risultano ancora operative. Nessuna è stata sostituita.

Nove anni dopo la messa in servizio, mentre durante il Covid gran parte del mondo restava in casa, CATL aveva prelevato alcuni campioni dal progetto Zhangbei scoprendo che potevano garantire ancora altri 6.000 cicli. Quello, però, era solo un passaggio intermedio prima della valutazione finale.
Dopo la dismissione dell’impianto nel 2025, oltre 50 celle prismatiche originali al litio-ferro-fosfato (LFP) sono state riportate nei laboratori CATL per essere ispezionate, verificare eventuali danni e stabilire quanta vita utile avessero ancora.
Capacità residua all’85% e altri dieci anni di possibile utilizzo
Ingegneri e chimici hanno condotto diversi test, rilevando che le celle vecchie di 14 anni conservavano ancora circa l’85% della capacità originale. Questo significa che potrebbero essere riutilizzate in sistemi di accumulo più piccoli o secondari per altri 10 anni, con circa 1.000 cicli di carica e scarica ancora possibili.
Non è tutto. La struttura interna delle celle ha superato molto bene la prova del tempo: anodi e catodi risultano ancora correttamente allineati, l’intercalazione del litio è buona e non si osserva un invecchiamento evidente della grafite.
I risultati dipendono in parte dall’attenzione di CATL per la sicurezza, ma anche dal fatto che le celle LFP hanno dimostrato più volte di tollerare meglio gli stress rispetto alle celle comparabili al nichel-manganese-cobalto (NMC), sebbene a fronte di una densità energetica inferiore.
Le batterie LFP sono inoltre meno costose da produrre e, lentamente ma con continuità, stanno trovando spazio in un numero crescente di veicoli elettrici occidentali, compresi il futuro pick-up Slate e il pick-up Ford Fathom.
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