Quanto ti costa davvero l’abbonamento di ricarica per auto elettrica?
Chi ricarica una EV a casa o alle colonnine pubbliche può usare il metodo dei kWh mensili per valutare davvero i piani
Un piano da 30 euro al mese che include pochi kWh (chilowattora, l'unità con cui si misura l'energia ricaricata) può costare più del semplice prezzo a consumo, se poi si ricarica raramente. La convenienza di un abbonamento per la ricarica dell'auto elettrica dipende dai chilometri percorsi ogni mese e da dove avviene davvero la ricarica.
Il confronto va fatto sul costo reale per kWh pagato, non sulla quota fissa pubblicizzata sul sito del gestore. Chi ricarica soprattutto a casa con una wallbox ha bisogno di un piano diverso da chi dipende dalle colonnine pubbliche in autostrada o in città.
Il calcolo da fare prima di sottoscrivere il piano
Il primo passo è stimare i kWh mensili davvero consumati, non quelli ipotizzati dal gestore. Si parte dai chilometri percorsi in un mese e dal consumo medio dichiarato dell'auto, in genere tra 15 e 20 kWh ogni 100 km nell'uso reale.
Fatta la stima, si divide il costo dell'abbonamento per i kWh inclusi: il risultato è il costo reale per kWh, da confrontare con la tariffa a consumo dello stesso gestore. Se il piano include più energia di quella che si userà davvero, conviene restare sulla tariffa senza abbonamento. Va controllata anche la soglia di superamento. Oltre i kWh inclusi, molti piani applicano un prezzo per kWh più alto di quello a consumo standard, e questo azzera il vantaggio se i consumi variano molto da un mese all'altro.
Come verificare colonnine, potenza e compatibilità
Un abbonamento vale solo se copre le colonnine effettivamente usate. Prima di sottoscrivere conviene controllare sulla mappa dell'app quante stazioni del circuito sono vicine a casa, al lavoro e sui tragitti abituali, non il numero totale dichiarato a livello nazionale.
Conta anche la potenza di ricarica compatibile con l'auto. Un piano pensato per la ricarica rapida in corrente continua non serve a chi ricarica quasi sempre in corrente alternata, e un abbonamento per colonnine lente è inutile per chi fa viaggi lunghi.
La compatibilità va verificata anche sul connettore e sul metodo di pagamento accettato dalle colonnine, perché non tutti i circuiti coprono le stesse reti. Il Regolamento AFIR (il regolamento europeo sulle infrastrutture per i carburanti alternativi) impone già dal 13 aprile 2024 l'accettazione della carta sulle colonnine da almeno 50 kW, e dal 1° gennaio 2027 l'obbligo si estenderà anche alle colonnine ad alta potenza già esistenti.
Attivazione, rinnovo e controllo dei consumi
L'attivazione avviene quasi sempre tramite app, con registrazione del metodo di pagamento e, in alcuni casi, l'invio di documenti per l'intestazione del contratto. È il momento giusto per controllare le condizioni di disdetta, perché molti piani si rinnovano automaticamente senza preavviso.
Una volta attivo il piano, conviene monitorare periodicamente lo storico dei consumi nell'app: la maggior parte dei gestori mostra kWh utilizzati, spesa mensile e confronto con la soglia inclusa, evitando di scoprire a fine mese di aver pagato la tariffa extra senza accorgersene.
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