Gli ambientalisti si schierano contro l'idea del ministro Patuanelli e rilanciano: “Fissare data per stop vendita auto a combustione”

Continua a far discutere l'ipotesi di un allargamento degli incentivi alle auto termiche, ventilata nei giorni scorsi dal ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli. Insieme alla levata di scudi di Motus-E, infatti, arrivano le critiche congiunte di Cittadini per l’Aria, Transport & Environment, Legambiente, Kyoto Club, WWF Italia e Greenpeace Italia, che evidenziano anche la loro esclusione dai tavoli al Mise sul futuro dell'automotive.

Parlando di una misura che “andrebbe in senso opposto” rispetto al traguardo di un trasporto a emissioni zero, le associazioni chiedono un ripensamento al ministro, affermando che si tratterebbe di “un passo indietro di 20 anni”. Ma le istanze vanno anche oltre.

"Fissare lo stop alle auto termiche"

Secondo le associazioni, il meccanismo di bonus-malus introdotto lo scorso anno “si sta rivelando uno strumento efficace” e anzi “andrebbe valorizzato sulla scia dell'esempio francese, con tasse più severe per le auto inquinanti”. Un'iniziativa che, fanno notare, ha portato il Paese d'Oltralpe a registrare “i più bassi valori emissivi in Europa per il nuovo immatricolato (96 g CO2/km a gennaio)”.

Per allineare le politiche industriali ed ambientali, al Governo viene chiesto quindi di fare di più. Cosa? Definire “una data di fine vendita per le auto endotermiche”, così come si sta facendo in Francia, Spagna e Regno Unito, “per permettere all'industria di fare investimenti certi, alle amministrazioni di dispiegare la necessaria quantità di infrastrutture di ricarica sul territorio e ai consumatori di fare scelte consapevoli”.

Al contrario, denunciano le associazioni, diventare l'unico Paese in Europa che incentiva le auto termiche farebbe perdere all'Italia "il treno della mobilità elettrica, con gravi ripercussioni sul sistema ambientale, sociale produttivo ed economico”.

Incentivi solo per l'elettrico

Da ultimo gli ambientalisti spingono per l'introduzione di “zone a zero emissioni” e di misure che sostengano mobilità dolce, trasporto pubblico e sharing, varando innanzitutto i decreti attuativi relativi al Bonus mobilità voluto dal ministro dell'Ambiente, Sergio Costa, e limitando poi l'incentivo per il rinnovo dei mezzi privati solo all'auto elettrica.

Idea, questa, condivisa in una recente intervista a InsideEVs dall'autore dell'emendamento al Milleproroghe che ha abbassato la soglia emissiva per accedere al bonus, il deputato M5S Giuseppe Chiazzese.