Simbolo del Made in Italy d'eccezione, da anni ormai ha fatto rotta sul mondo a zero emissioni: ecco alcuni modelli simbolo

Pininfarina compie 90 anni. Novant’anni di stile, di Made in Italy e di tensione verso la bellezza e l'eccellenza. L’atelier torinese ne ha fatta di strada, da quel lontano 22 maggio 1930 in cui vide la luce per volere di Battista Farina (detto Pinin). All'inizio fu Società anonima Carrozzeria Pinin Farina, poi cambiò nome. Ha lavorato con i più grandi, da Vincenzo Lancia, che fu addirittura uno dei fondatori, ad Alfa Romeo, Fiat, Ferrari, Cisitalia (sua la 202 del ‘47), Peugeot, Honda, Jaguar, Cadillac… Impossibile citare tutte le Case che hanno suonato il campanello della Pininfarina per dare forma a un modello.

L’azienda, sempre attenta anche alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, ha cercato spesso di coniugare lo stile con l’innovazione tecnica. Lo dimostrano le tante vetture elettriche che Pininfarina ha firmato negli anni. E lo dimostra la Battista, hypercar a zero emissioni con la quale l’azienda ha intrapreso la strada di costruttore. Ma andiamo con ordine.

Sintesi: il lusso a idrogeno

I primi anni Duemila sono quelli della sperimentazione dell’idrogeno. Tante sono le Case che si lanciano nello sviluppo di prototipi fuel cell. Pininfarina interpreta il concetto con la Sintesi, studio di berlina sportiva quattro posti presentata al Salone di Ginevra del 2008 che oltre ad essere mossa da un powertrain a zero emissioni sfrutta intelligenza artificiale e connessione tra veicoli.

Fotogallery: Pinifarina Sintesi concept

Bolloré Bluecar: prove di citycar

L’anno dopo, nel 2009, l’azienda torinese presenta la Bluecar, compatta elettrica realizzata in joint venture con Bolloré. Grazie all’adozione di una batteria agli ioni di litio e di supercondensatori ha un’autonomia di 250 km e raggiunge una velocità massima di 130 km/h. L’idea iniziale di Pininfarina è di produrre l’auto in serie, ma il progetto non vede la luce.

Fotogallery: Bolloré BlueCar

Nido EV: la compatta a tre posti

Sulla scia della Bluecar, l’anno successivo, Pininfarina presenta la Nido EV. Ancora una compatta e ancora elettrica che interpreta la mobilità urbana adottando anche tecnologie all’avanguardia in tema di sicurezza e sostenibilità ambientale. Ultima evoluzione di un progetto “Nido” avviato nel 2004, la EV del 2010 ha carrozzeria due porte e tre posti.

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H2 Speed: puntando a Le mans

Il 2016 è di nuovo volta dell’idrogeno. Ma se con la Sintesi si puntava al lusso e al comfort, con la H2 Speed (nome che lascia poco spazio all’immaginazione), si studiano soluzioni green per le competizioni. L’auto è realizzata su una monoscocca in fibra di carbonio, ha un peso di 1.420 kg e 503 CV di potenza. Scatta da 0 a 100 in 3”4 e tocca i 300 km/h.

Ispirata alla Sigma del 1969, che studiava nuovi dispositivi di sicurezza per le monoposto, la H2 Speed monta i serbatoi dell’idrogeno nelle fiancate, assegnando loro anche una funzione aerodinamica.

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La H2 Speed viene evoluta due anni dopo, nel 2018. Pininfarina, a quel al Salone di Ginevra, ne presenta una versione blu che nelle intenzioni potrebbe correre alla 24 Ore di Le Mans e partecipare a tutte le gare del Mondiale Endurance.

Spinta da quattro motori elettrici piazzati in prossimità delle ruote, ha una potenza di 653 CV. L'auto è realizzata con una serie di partner come Michelin, che pensa ai pneumatici, e Sabelt, che si occupa di sedili a guscio ultraleggeri e cinture di sicurezza a sei punti.

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HK H600: ammiraglia orientale

Il 2017 è anche l’anno della collaborazione tra Pininfarina e Hybrid Kinetic Group, colosso cinese che proprio con il designer torinese prova a lanciarsi nel mondo dell’auto. Il risultato è una concept da 816 CV di potenza e 1.000 km di autonomia che anticipa il concetto di ammiraglia di lusso a zero emissioni.

Si chiama H600 ed è lunga 5,2 metri; ha un frontale aggressivo e linee sinuose e molto pulite. Tra le peculiarità, le porte con apertura ad armadio e una profusione di monitor e display all’interno dell’abitacolo, anche nella zona posteriore.

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HK GT: dopo la berlina, la coupé

La collaborazione con HK prosegue e l’anno dopo: nel 2018, al Salone di Ginevra, Pininfarina toglie i veli ad una seconda concept sempre con il marchio cinese sul cofano. Si tratta della HK GT e, a differenza della H600, ha linee più affusolate e coda da coupé. Le porte sono solo due: due enormi ali incernierate al tetto che, una volta aperte, danno accesso ad un abitacolo ampio e confortevole in configurazione 2+2.

Rispetto alla H600 ha powertrain ancora più potente. Di nuovo si opta per la soluzione a quattro motori elettrici, alimentati stavolta da una batteria da 38 kWh, che scaricano a terra la bellezza di 1.088 CV. La HK GT riesce a toccare i 100 all’ora con partenza da fermo in 2”7 e a raggiungere i 350 km/h di velocità massima.

Fotogallery: Pininfarina HK GT

VinFast: elettriche made in Vietnam

Non solo auto da sogno, per Pininfarina, che realizza nel 2018 una berlina e un Suv per il marchio vietnamita VinFast. Si chiamano Lux A2.0 e Lux SA2.0 e sono due vetture prodotte in un moderno stabilimento di Hai Phong.

Vogliono innalzare l’immagine di un brand che punta ad affermarsi, almeno sui propri mercati principali, come premium. Pininfarina collabora con la Casa vietnamita proprio per raggiungere questo obiettivo, oltre che per rafforzare la brand identiy. Un obiettivo simile a quello perseguito dalla TOGG, la prima auto turca (elettrica), anch'essa disegnata da Pininfarina

Fotogallery: Pininfarina, nuovo stabilimento VinFast

Karma GT: coupé con l’ibrido

Lo scorso anno Pininfarina ha collaborato anche con un altro marchio, Karma, rinato dopo una serie di vicissitudini sulle ceneri di Fisker. Per Karma l’azienda torinese disegna la GT, coupé che viene presentata in anteprima alla Monterey Car Week.

È spinta dallo stesso schema ibrido adottato dalla berlina Revero GT, realizzata sempre dalla Karma: motore 1.5 tre cilindri turbo-benzina di origine BMW e due motori elettrici alimentati da una batteria da 28 kWh.

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Battista: la prima di Automobili Pininfarina

Il 2019 è un anno chiave nella storia di Pininfarina. Al Salone di Ginevra debutta infatti la Battista, hypercar elettrica che lancia il brand Automobili Pininfarina con il quale l’azienda torinese punta a diventare vero e proprio costruttore.

Le caratteristiche dell’auto fanno paura. La Battista, prodotta in 150 esemplari, ha 1.900 CV di potenza e 2.300 Nm di coppia. L’auto, che sfrutta componenti della Rimac C Two, inclusa la batteria da 120 kWh, scatta da 0 a 100 in meno di 2”, supera i 400 km/h di velocità massima e ha un’autonomia di 480 km. È semplicemente l'auto in produzione più veloce al mondo.

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Della Battista è stata realizzata anche un’ancor più esclusiva versione Anniversario, prodotto in 5 unità, che ricalca lo schema meccanico della Battista “normale” ma che ha carrozzeria dipinta a mano (una per ognuno dei 5 esemplari), un kit aerodinamico dedicato e una serie di altre personalizzazioni tra cui interni rivestiti in pelle e Alcantara. La Battista Anniversario ha un costo di 2,6 milioni di euro circa.

Fotogallery: Pininfarina Battista Anniversario

Il progetto con Bosch e Benteler

L’impegno di Pininfarina verso la mobilità elettrica è già proiettato verso il futuro. Insieme a Bosch e Benteler sta sviluppando una piattaforma per veicoli elettrici ad alte prestazioni. L’iniziativa punta sulla massima modularità e permetterà di realizzare numerosi veicoli con ingombri e tagli di batteria ad hoc.

90 anni di Pininfarina