Negli Usa sforbiciata di 3.000 dollari e più dotazioni di serie per la versione Performance. Ora occhi puntati sui listini italiani

Ancora un taglio dei listini per Tesla. Dopo la maxi-sforbiciata dei prezzi di Model S e Model X (con contestuale stop però alla ricarica gratis) la Casa di Palo Alto rivede al ribasso anche la Model Y, che negli States adesso parte da 49.990 dollari (al cambio circa 44.000 euro).

Nessuna riduzione, per ora, sui prezzi per l'Italia, dove la Model Y è già ordinabile, con consegne a partire dal prossimo anno: da noi costa 63.000 euro (Long Range AWD) o 71.000 euro (Performance).

3.000 dollari in meno

Ma torniamo agli Stati Uniti. La riduzione di prezzo in America è stata di 3.000 dollari, un bel taglio, considerando che è stato applicato ad un modello che è arrivato in commercio solo pochi mesi fa.

Contestualmente, Tesla ha anche aggiornato la versione Performance. Prima poteva essere ordinata con o senza Performance Pack. Adesso, proprio come accade per la Model 3 Performance, il pack è offerto di serie senza sovrapprezzo. Include:

  • Cerchi da 21”
  • Impianto frenante potenziato
  • Assetto ribassato
  • Pedaliera sportiva
  • Velocità massima innalzata da 145 a 155 mph (da 233 a 250 km/h)

Fotogallery: Tesla Model Y

La Standard Range non si farà

C’è un’altra notizia interessante riguardo alla Model Y. Quando il SUV fu presentato, Tesla ne annunciò 4 versioni. Al momento in commercio ci sono solo le due al top, la Performance e la Long Range AWD, di cui abbiamo appena provato la reale autonomia autostradale.

A queste avrebbero dovuto affiancarsi una Long range a trazione posteriore e una Standard Range, sempre RWD. Quest’ultima, però, è stata cancellata. Musk ha detto che avrebbe un’autonomia troppo limitata (si parlava comunque di 230 miglia/370 km) e che quindi non arriverà.

 

La Casa sta pensando ugualmente ad una versione più economica, dotata di un solo motore elettrico e due ruote motrici. L’arrivo è atteso entro la fine dell’anno, ma le caratteristiche tecniche, a questo punto, non sono ancora certe. E chissà se progressivamente verranno meno anche le polemiche che hanno riguardato la qualità dell'assemblaggio dell'auto (e più in generale del marchio, finito in fondo alla classifica di J.D. Power).