La Commissione Ue ha lanciato un piano strategico senza precedenti che mette al centro lo sviluppo di auto elettriche e rinnovabili

Un nuovo pezzo si aggiunge al mastodontico puzzle del Green Deal Ue, che fa dello sviluppo della mobilità elettrica uno dei suoi baluardi, con i primi risultati rappresentati dagli storici sorpassi negli investimenti e nelle vendite ai danni della Cina.

La Commissione Ue ha infatti lanciato oggi il suo piano d’azione per le materie prime critiche, ossia tutti quegli elementi essenziali per alimentare lo sviluppo tecnologico (si pensi alle terre rare) ma anche e soprattutto delle fonti rinnovabili e dell’auto elettrica, attraverso le indispensabili batterie.

Boom di domanda

Nel presentare il piano l’esecutivo Ue ha naturalmente aggiornato l’elenco delle materie prime critiche, in cui figura ora anche il litio, già oggetto attriti "istituzionali" con la Cina.

“Solo per le batterie delle auto elettriche e lo stoccaggio dell'energia il fabbisogno di litio in Europa aumenterà fino a 18 volte entro il 2030 e fino a 60 volte entro il 2050”, spiega il Vicepresidente per le Relazioni interistituzionali e le prospettive strategiche della Commissione, Maros Sefcovic.

Electric cars charging at motorway service station in Devon UK

“Come emerge dai nostri studi prospettici”, insiste Sefcovic, “non possiamo permetterci di sostituire l'attuale dipendenza dai combustibili fossili con la dipendenza dalle materie prime critiche. Le perturbazioni provocate dal Coronavirus sulle nostre catene del valore strategiche hanno reso manifesto il problema”.

L’idea quindi è in primis quella di dare vita “a una forte alleanza per compiere tutti insieme la transizione da una condizione di elevata dipendenza a una basata su circolarità, innovazione e su un approvvigionamento diversificato, sostenibile e socialmente responsabile".

I target del piano

Gli obiettivi chiave del piano, stando alle parole dei vertici comunitari, sono quattro:

  • sviluppare catene del valore resilienti per gli ecosistemi industriali dell'Ue
  • ridurre la dipendenza dalle materie prime critiche primarie mediante l'uso circolare delle risorse, i prodotti sostenibili e l'innovazione
  • rafforzare l'approvvigionamento interno di materie prime nell'Ue
  • diversificare l'approvvigionamento dai Paesi terzi e rimuovere le distorsioni del commercio internazionale, nel pieno rispetto degli obblighi internazionali dell'Ue

Per centrare questi traguardi, già nelle prossime settimane la Commissione istituirà un'Alleanza europea per le materie prime, che riunirà tutti i portatori di interesse coinvolti e si concentrerà sulle esigenze considerate più urgenti, incluse le batterie, al centro già della Battery Alliance fortemente voluta dallo stesso Sefcovic (da poco replicata in Italia con l'Italian Battery alliance).

Commissione europea

Ricerca e riciclo

Per utilizzare al meglio le risorse domestiche, la Commissione collaborerà con gli Stati membri e le Regioni per individuare i progetti di estrazione mineraria e di trasformazione che possono essere operativi entro il 2025. In quest’ottica, verrà sfruttato anche il programma di osservazione della Terra Copernicus.

Contestualmente, il programma di finanziamento della ricerca Horizon 2020 sosterrà i migliori progetti legati allo sviluppo di nuove tecnologie di estrazione ma anche e soprattutto di riciclo delle materie prime, su cui sta puntando con decisione anche il cofondatore di Tesla JB Straubel.

litio

Sostenibilità al centro

In linea con il Green Deal, altre azioni si concentreranno sulla circolarità e sulla sostenibilità della catena del valore delle materie prime. La Commissione elaborerà pertanto criteri di finanziamento sostenibile le attività minerarie entro fine 2021 e mapperà il potenziale approvvigionamento di materie prime critiche secondarie ricavate da scorte e rifiuti, per individuare progetti di recupero realizzabili entro il 2022.

Per le materie prime critiche assenti sul territorio europeo, Bruxelles svilupperà partenariati strategici internazionali per garantire l'approvvigionamento. Dal 2021 partiranno i partenariati pilota con il Canada, con i Paesi interessati in Africa e con i Paesi vicini all’Unione. In questa sede la Commissione promette infine che “si farà promotrice della trasparenza e di pratiche di estrazione sostenibili e responsabili”.