LG Chem, Samsung, Catl o Byd la fanno da padrone. Ed allora, nel Vecchio Continente si punta sulle Supercar...ma non solo

Il mondo dei produttori di batterie per auto elettriche è comandato dai giganti asiatici. La Cina detiene l’80% della produzione con colossi come CATL e BYD e, al di fuori di essa, sono il Giappone c on, ad esempio, Panasonic - e la Corea del Sud - con LG Chem, Samsung e SK Innovation - a fare la voce grossa.

Tanti sono i motivi di questo squilibrio (dai minori costi della manodopera ai contratti per l'estrazione delle materie prime, tanto per citarne due) ed è difficile credere che in futuro le cose possano cambiare.

Le grosse aziende occidentali

D'accordo, ci sono anche grossi produttori al di fuori dell'Asia, ma l'ago della bilancia è ancora fortemente inclinato ad Est. 

E l'Europa, in tutto questo, che ruolo ha? Abbastanza marginale, per il momento, per quanto realtà come la svedese Northvolt (legata anche a Volkswagen) e la francese Verkor stiano crescendo molto velocemente e possano in effetti arrivare a competere con i leader di settore. 

Batterie: l'Europa punta all'eccellenza

L’importanza dei prodotti di nicchia

Da noi la strada per diventare protagonisti è diversa: il Vecchio Continente deve concentrandosi sulla realizzazione di prodotti dalla minor diffusione ma dalle caratteristiche uniche.

Sarà lavorando con tecnologie d’eccellenza, infatti, che le aziende europee potranno trovare una propria dimensione. La crescita del settore della eMobility, infatti, porterà come conseguenza una maggiore diversificazione dei prodotti.

Startup pronte a crescere

In questo senso si stanno muovendo aziende ancora sconosciute ai più ma che in futuro potrebbero balzare agli onori della cronaca per contratti prestigiosi o scoperte sensazionali. Ci riferiamo ad esempio alla Sunlight, con sede in Grecia, o alla InoBat slovacca, alla Kreisel Electric austriaca e alla Innolith svizzera.

Batterie: l'Europa punta all'eccellenza

La Sunlight, in particolare, è leader mondiale nella produzione di batterie al piombo ancora utilizzate su ceri mezzi da lavoro come muletti e forklift e si sta convertendo ora alle celle agli ioni di litio. Per dirla con le parole del suo numero uno Lampros Bisalas: “al fine di cogliere alcune delle tante opportunità che questo mercato in forte espansione offrirà in futuro”.

In Slovacchia batterie per le supercar

Dello stesso avviso è anche Marian Bocek, Ceo della InoBat. La sua azienda, che fa capo all’americana Wildcat Discovery technologies e alla ceca CEZ, ha capito che invece che provare a contrastare i colossi asiatici è meglio puntare su prodotti ad alte prestazioni.

L’obiettivo è quello di mettere a punto un tipo di batteria le cui caratteristiche tecniche possano rispondere meglio alle esigenze di costruttori interessati alla progettazione vetture sportive a zero emissioni.

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Dall’Austria l’impianto di raffreddamento antincendio

Alla Kreisel, azienda famosa per aver trasformato in elettrico una Mercedes Classe G per il connazionale Arnold Schwarzenegger invece, si è trovato un modo rivoluzionario di utilizzare l’impianto di raffreddamento, che avvolge l’intero pacco batterie riducendo i rischi di incendio.

“Non possiamo semplicemente fare un copia-incolla di quello che fanno le grandi aziende asiatiche – ha detto Konstantin Solodovnikov, a capo proprio della Kreisel – ma possiamo innovare. La nostra tecnologia brevettata, ad esempio, è piaciuta alla vietnamita VinFast (che sta lavorando anche con Pininfarina, ndr), che ha deciso di acquistare la licenza”.

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Il ruolo della European Battery Alliance

Per sostenere l’industria europea delle batterie, l’UE ha creato nel 2017 la European Battery Alliance. L’ente, ad oggi, ha individuato 13 diversi progetti in diversi Paesi dell’Unione degni di essere finanziati. Per quanto alcuni di questi facciano capo in realtà proprio ai giganti asiatici citati all’inizio, grazie ai fondi comunitari a disposizione si riuscirà a far espandere il comparto anche nel Vecchio Continente.

Gli analisti stimano che possa crescere di sei volte in 5 anni, arrivando nel 2025 a valere 250 miliardi di euro. Affinché ciò accada, però, si dovrà puntare sullo sviluppo di batterie con maggiore densità energetica che siano anche più durature e più veloci nelle operazioni di ricarica.