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Da "Tesla dei camion" a "fake": cos'è successo davvero a Nikola Motor?

L'azienda è finita al centro di un caso senza precedenti, accusata di aver millantato tutti i propri progressi tecnologici. Possibile?

CNH e Nikola

Francesco Barontini Francesco Barontini

Di: Francesco Barontini

16 set 2020 alle 09:56

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Nikola naviga in acque agitate. Non passa giorno che non arrivino notizie sulla startup americana impegnata nel campo dei camion elettrici e a idrogeno. L’azienda di Phoenix è tra le più chiacchierate, nel bene e nel male. Da una parte annuncia a più riprese l’avvio di collaborazioni illustri – ultima, in ordine di tempo quella con General Motors, in precedenza anche con l'italiana CNH – dall’altra sembra essere ormai in un ritardo cronico sulla tabella di marcia, visto che il primo mezzo, annunciato 4 anni fa, è ancora in via di sviluppo.

L’andamento in Borsa fotografa perfettamente questa situazione, con aumenti vertiginosi che hanno portato a più che raddoppiare il capitale sociale e sessioni a Wall Street da incubo con le azioni che sono scese con percentuali a doppia cifra.

Le accuse di Hindenburg Research

I guai oggi si chiamano Hindenburg Research, società di analisi finanziaria che in un report accusa Nikola di aver divulgato informazioni false per trarre vantaggi e avviare collaborazioni a condizioni vantaggiose. Senza andare tanto per il sottile, Hindenburg ha definito Nikola come un’azienda fasulla.

Nikola One hydrogen fuel cell truck in Anheuser-Busch fleet

Hindenburg, però, ha una posizione “short” su Nikola e, per sua stessa ammissione, venderà allo scoperto. Questo significa che trarrà guadagno dal calo del valore delle azioni e che, al contrario, subirà una perdita se queste dovessero continuare a salire. Report disinteressato, viene quindi da chiedersi?

La parola alla difesa

Sia quel che sia, il fondatore di Nikola Trevor Milton ha pubblicato un documento in cui controbatte alle accuse ricevute punto per punto, spiegando come il tempismo delle dichiarazioni della Hindenburg Research sia a suo avviso quantomeno sospetto.

Il mercato ha inizialmente premiato il titolo, che nella giornata di lunedì 14 settembre ha chiuso con un ottimo +11,39%. Ieri però le cose non sono andate altrettanto bene, forse anche a causa di una serie di manovre speculative.

Nikola Tre

Queste le risposte di Nikola

•  GM non si è alleata con Nikola “alla leggera”. Nikola spiega come ogni tipo di collaborazione tra aziende passi al vaglio di rigorosi controlli sulla diligence. È accaduto con Bosch nel 2017, con Hanwha Group e ValueAct Capital nel 2018, con CNH Industrial nel 2019 e con VectorIQ e General Motors nel 2020. Tutti hanno preso le loro precauzioni e hanno effettuato le loro verifiche prima di avviare una partnership con Nikola.

• Nessuno ha mai parlato di aver già avviato la pre-produzione del camion Nikola Tre (il primo modello che sarà commercializzato e che nasce grazie alla collaborazione con CNH Industrial e Iveco). L’affermazione della Hindenburg non sarebbe quindi corretta. Nikola afferma invece che il mezzo, attualmente in fase di messa a punto, sarà venduto a partire dal 2021.

• L’aver mostrato il prototipo Nikola One muoversi da solo in un video promozionale non avrebbe ingannato nessun partner entrato in contatto con l’azienda. Tutti i soggetti che hanno investito in Nikola erano a conoscenza del reale grado di sviluppo del camion One, sul quale erano installate tutte le componenti meccaniche ma che non avrebbe completato la messa a punto a causa dell’arrivo del più evoluto Nikola Two.

Fotogallery: CNH e Nikola, alleanza per l'idrogeno

CNH e Nikola

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• Nikola non ha mai detto di aver prodotto internamente gli inverter montati sui suoi prototipi. Ha affermato al contrario di aver progettato, ingegnerizzato e aver lavorato su inverter propri per un po’ di tempo. Nikola ha montato inverter prodotti da altri (i cui nomi non sono resi noti) sui prototipi, ma questo non significa che quelli saranno utilizzati anche sui modelli di serie.

• Nikola non ha sviluppato batterie rivoluzionarie. Ma durante il meeting Nikola World 2020 annuncerà l’adozione di batterie di nuova generazione per i propri mezzi. Potrebbero essere quelle sviluppate da General Motors.

• Nikola ha assunto Travis Milton a capo della divisione dell’idrogeno non perché fratello del fondatore Trevor Milton ma perché persona capace e competente, che ha fondato una propria azienda e che ha acquisito una serie di conoscenze utili proprio a Nikola.

• Nikola afferma infine di non voler rispondere a tutte le altre accuse che sarebbero a loro avviso ancora meno accurate e prive di fondamento. Tra queste, anche quella secondo la quale la tecnologia fuel cell dell’azienda sarebbe solo "aria fritta" e che per questo motivo si sono dovuti affidare alla Hydrotec di GM.

Fuel cell, cosa sono e perché possono essere il futuro

L’indagine della SEC

Insomma, i riflettori sono tutti puntati su Nikola, tanto che dopo le dichiarazioni di Hindenburg è stata sottoposta anche a indagine da parte della Securities and Exchange Commission, l’ente federale statunitense preposto alla vigilanza della Borsa.

La cosa potrebbe giocare a favore di Nikola, perché se la SEC giudicasse corretto il suo operato, potrebbe fugare definitivamente i dubbi e acquisire maggiore credibilità. Il mercato aspetta con il fiato sospeso.

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