Musk supera le attese con batterie mai viste, nuovi modelli e un approccio produttivo che riscrive la storia dell'auto (e dell'energia)

Il Battery Day non ha disatteso le aspettative. Anzi, come abbiamo commentato in diretta nella notte stato davvero “insane”, o folle, come Elon Musk aveva anticipato. Il boss di Tesla ha tracciato il futuro della Casa annunciando tante e tali novità che sembra l’alba di una nuova era della mobilità elettrica. Non solo, perché le innovazioni messe in campo avranno un impatto straordinario su tutto il sistema energetico, che con i progressi sugli accumuli potrà essere sempre più rinnovabile.

Come un moderno Henry Ford, Musk ha ripensato ogni aspetto dell’auto elettrica, dalla tecnologia delle celle della batteria ai metodi produttivi, dalla gestione della filiera produttiva - che vedrà Tesla impegnata anche nell’attività mineraria e nel riciclo degli scarti di lavorazione delle batterie - all’ampliamento della gamma con l’arrivo della mostruosa Model S Plaid e della compatta Model 2. Partiamo proprio da quest'ultima.

Una Tesla da 25.000 dollari

Doveva essere fatta inizialmente in Cina, dove si sarebbero occupati sia della progettazione sia della produzione. Poi, con un cambio di strategia improvviso, è stata dirottata verso la Gigafactory di Berlino. Ma fino ad oggi, la Tesla compatta, che tutti chiamano già Model 2, non era ancora stata annunciata in via ufficiale.

Tesla, la piccola progettata e prodotta in Cina

Invece durante il Battery Day Elon Musk ha confermato che si farà. E che avrà un prezzo davvero accattivante. Negli Stati Uniti sarà venduta a partire da 25.000 dollari, al cambio attuale circa 21.000 euro.

Per carità, con tasse e balzelli vari il prezzo da noi potrebbe salire un po', ma se pensate cosa si può comprare oggi con quella cifra capite che siamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione. Per non parlare di un eventuale prezzo al netto degli incentivi...

L’auto, almeno stando alle parole di Musk, dovrebbe arrivare entro il 2023. È probabile – visto che anche in altre occasioni il buon Elon è stato un po’ troppo ottimista nel dettare le tempistiche – che arrivi un pochino più in là, magari nel 2024 o nel 2025. Ma la sostanza non cambia.

Arriva la Model S Plaid

La si era vista girare come prototipo, ma ora si sa che entro la fine del prossimo anno sarà ufficialmente in commercio e si può già ordinare. Si tratta della Tesla Model S Plaid, la vettura della Casa di Palo Alto più potente di sempre, dotata di ben 1.100 CV.

Fotogallery: Tesla Model S Plaid

L’auto, con autonomia di oltre 836 km, sarà in grado di scattare da 0 a 100 in meno di 2” e toccherà una velocità massima di 200 miglia orarie, pari a oltre 320 km/h. Portata a Laguna Seca, dove aveva un conto aperto con la Lucid Air, fresca detentrice del primato sul giro, la Model S Plaid ha riconquistato la leadership fermando i cronometri a 1’30”3.

Con evidente orgoglio, Musk ha tenuto a sottolineare che si tratta della stradale più veloce di sempre a girare sul famoso circuito californiano. Il prezzo? 139.900 dollari, al cambio 119.750 €.

Il kWh giù del 56%

Ma che Battery Day sarebbe se non si parlasse di batterie? Tutto in effetti è ruotato intorno a questo componente cruciale dell’auto elettrica (e del sistema energetico).

Ebbene, sono state proprio le innovazioni annunciate in questo campo e nelle attività ad esso collegate a rappresentare la portata principale dell’evento. E con una Tesla da 21.000 euro appena tirata fuori dal cilindro è tutto dire.

Tesla: Elon Musk presenta le 4680 durante il Battery Day

Qui di seguito una sintesi dei vari temi toccati da Elon Musk - che approfondiremo in un approfondimento tecnico a parte - che portano, sommati assieme, ad una riduzione dei costi per kWh del 56% (arrivando in meno di dieci anni ad un costo di circa 70 dollari a kWh) e ad un incremento della produttività pari al 70%.

  • La cella 4680: Progettata da un foglio bianco, la nuova cella è più tozza rispetto alla 2170 realizzata in collaborazione con Panasonic: è lunga solo 80 mm ma ha un diametro più generoso, di 46 mm. Sono proprio le dimensioni maggiori a rendere la batteria il 14% meno costosa da produrre.
  • I risparmi: A fronte di un consistente risparmio, la 4680, che ha superato i problemi di surriscaldamento tipici di una cella troppo grande, ha una potenza di 5 volte superiore, una densità di 5 volte superiore e il 16% in più di autonomia. Queste celle sono attualmente allo stadio della preproduzione e arriveranno in commercio più avanti. Saranno prodotte anche a Berlino.
  • Nuovi metodi produttivi: Tesla ha rivisto anche profondamente i metodi produttivi, con elettrodi realizzati a secco e una nuova tecnologia per il trattamento del silicio che permette di ridurre i costi del 5% e di avere celle con il 20% di autonomia in più. Le celle 4680 fanno ancora meglio. Sono prodotte con un processo ottimizzato con elettrodi realizzati a secco che rende la produttività sette volte maggiore dell’attuale e consente ad ogni linea di produrre 20 GWh.
  • Una batteria con struttura portante: Per ridurre i costi e velocizzare la produzione Tesla ha messo a punto insieme ad un’azienda italiana una pressa di enormi dimensioni, battezzata Giga Press, che permette di piazzare sotto il pianale la batteria, che avrà anche un ruolo strutturale, con un risparmio di spazio pari al 35% e di spesa di addirittura il 55%. La soluzione, che permette di ridurre di ben 370 pezzi la produzione di un’intera batteria, aumenta anche del 10% la rigidità torsionale.
  • L’ingresso nell’industria mineraria: Tesla aveva mostrato interesse nelle attività estrattive già in passato. Durante il Battery Day ha annunciato di essere già in possesso di una concessione mineraria per l’estrazione di litio in Nevada che permetterà di abbassare i costi di approvvigionamento del prezioso metallo del 33%.
  • Il recupero degli scarti di produzione: un altro modo che Tesla ha messo a punto per rendere la produzione delle batterie più efficiente riguarda il recupero del materiale di scarto. Come la Redwood Materials, la Casa di Palo Alto ha messo a punto dei metodi produttivi che permettono di riutilizzare le preziose materie prime necessarie per la produzione di batterie eliminando gli sprechi di metalli e terre rare.

Il jolly dei climatizzatori

Tesla ha delineato un approccio ad ampissimo raggio per le attività a tutela dell’ambiente. In questo senso, dopo essersi cimentata nella realizzazione di impianti fotovoltaici per uso domestico e di sistemi di storage di tutte le taglie per un miglior sfruttamento delle rinnovabili, pare che sia pronta a lanciarsi a sorpresa anche nel mondo della climatizzazione.

Partendo dalle tecnologie messe a punto sulla pompa di calore della Model Y, infatti, potrebbe iniziare a produrre impianti per il controllo della temperatura particolarmente avanzati ed efficienti

Che dire, se Elon Musk voleva sorprendere il mondo ce l'ha fatta. Adesso aspettiamo tutti che queste straordinarie promesse si tramutino in realtà.