BMW, al via richiamo per una serie di modelli plug-in: grana batterie
Problematiche legate a uno dei fornitori esterni potrebbero causare dei cortocircuiti: coinvolte 27.600 auto
Con le celle agli ioni di litio non si scherza: vengono prodotte con processi altamente standardizzati e in ambienti controllati. Ne sa qualcosa BMW, che oggi fa le spese di una partita difettosa di batterie ed è costretta a richiamare 27.600 ibride plug-in vendute in tutto il mondo.
Il rischio è quello di possibili cortocircuiti, potenzialmente in grado di causare un incendio. E in questi casi, anche con ipotesi remote, prudenza vuole che si intervenga prontamente come hanno fatto BMW e di recente anche Hyundai con la sua Kona elettrica.
Per colpa di chi?
Il richiamo non interessa tutte le PHEV prodotte da BMW. Ed avendo la Casa di Monaco due principali fornitori esterni di batterie, CATL e Samsung, è probabile che il problema, che dovrebbe riguardare delle saldature, interessi solo uno dei due. Per ora, però, non è ancora stato detto quale.
Tutto è nato lo scorso agosto, quando la Casa ha stoppato la consegna di 4.460 vetture proprio dopo aver riscontrato il difetto che avrebbe potuto far scaturire le fiamme. Le vetture interessate sono alcune di quelle prodotte tra il 20 gennaio e il 18 settembre di quest’anno. Questo l’elenco dei modelli interessati:
- Serie 2 Active Tourer
- Serie 3
- Serie 3 Touring
- Serie 5
- Serie 5 Touring
- Serie 7
- X1
- X2
- X3
- X5
- i8
- i8 Roadster
- Mini Countryman
Fermate alcune consegne
Per far fronte al problema BMW ha iniziato una campagna di richiamo che, solo in Germania, interessa 1.800 vetture. Resta da capire i tempi e le modalità con cui la Casa affronterà la questione in altri mercati.
Intanto, però, oltre a controllare ed eventualmente intervenire sulle PHEV già consegnate, la Casa ha anche “fermato” 3.500 veicoli che saranno revisionati prima di essere consegnati ai legittimi proprietari. In ogni caso, BMW confida di definire un piano per porre fine all’inconveniente entro la fine di ottobre.
Nell’attesa, è preferibile che agli automobilisti in possesso di una PHEV della Casa dell’Elica ricarichino con cautela o, meglio ancora, vadano a benzina.
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