La lunga marcia della Legge di Bilancio 2021 entra nel vivo e cresce l’attesa per vedere se e quali misure saranno dedicate allo sviluppo della mobilità sostenibile.

In questo momento, la prima versione del testo all’esame della Camera non contiene particolari interventi per il settore - solo l’art. 132 affronta alcune questioni burocratiche - ma il mondo dell’eMobility, rappresentato da Motus-E, si è già mosso per indicare una serie di possibili azioni da integrare nel disegno di legge. Vediamo di cosa si tratta.

Gli incentivi all’acquisto

Partendo dal presupposto che il supporto strategico all’elettrico dovrebbe viaggiare su un binario diverso da quello emergenziale per l’automotive, nella sua audizione in Parlamento l’associazione evidenzia che l’incentivo all’acquisto andrebbe rivolto solo alle vetture con emissioni di CO2 inferiori ai 60 g/km (quindi EV e PHEV), e soprattutto che andrebbe confermato da subito fino al 2025. Questo anche per consentire ai costruttori di muoversi con un orizzonte più definito.

Camera

Sempre lato incentivi, Motus-E chiede che sia introdotto un meccanismo per spostare l’avanzo dell’ecobonus di ogni anno a quello successivo. Una somma importante, che nel 2020 potrebbe attestarsi intorno agli 80 milioni di euro. E ancora, la richiesta è anche quella di prevedere un sostegno pure per i veicoli commerciali (di categoria N).

Elettrificare le flotte

C’è poi il capitolo dell’elettrificazione delle flotte, per il quale l’associazione ha una proposta in termini di trattamento fiscale che si compone di due parti.

Super ammortamento veicoli strumentali:

  • 140% di deducibilità per i veicoli con emissioni di CO2 tra 0 e 20 g/km
  • 110% di deducibilità per i veicoli con emissioni di CO2 tra 21 e 60 g/km

Flotte aziendali:

  • 100% di deducibilità per le auto con emissioni di CO2 tra 0 e 20 g/km

Ricarica pubblica

Nell’evidenziare “l’assoluta necessità” di una rete ad alta potenza “estesa e diffusa, su autostrade, strade extraurbane e specifici punti in ambito urbano”, Motus-E propone di modificare l’ormai famigerato Piano nazionale per l’infrastruttura di ricarica elettrica (Pnire) per renderlo il perimetro unico di finanziamento strategico dei piani di sviluppo.

Per fare ciò l’associazione propone una ricetta in 4 punti:

  • Derogare alle regole sugli aiuti di stato e cofinanziare direttamente gli operatori di mercato, come avviene già in Germania
  • Ricalibrare il ruolo di Regioni e Comuni sulla pianificazione e sul fabbisogno autorizzativo
  • Aumentare le risorse stanziate concentrandosi sulle aree con scarsa copertura e sulle tecnologie ultraveloci ad alta potenza
  • Adattare i bandi annuali allo stato di avanzamento delle installazioni nelle varie aree

Sempre sul fronte ricarica, si chiede di inserire le colonnine nell’elenco delle fattispecie che i Comuni possono esentare dalla tassa e dal canone per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (Tosap e Cosap), così come di intervenire sulle previsioni del decreto Semplificazioni per dare maggiore tranquillità ai sindaci sull’abrogazione dell’obbligo di Scia.

Restando nell’ambito di una revisione del Semplificazioni, la richiesta è anche quella di prevedere un iter più snello di richiesta unificata di manomissione e occupazione di suolo pubblico per l’installazione delle infrastrutture, a fronte di una riposta dei Comuni con un unico provvedimento autorizzativo.

colonnina enel x

Motus-E suggerisce anche un’ulteriore stretta della cosiddetta norma anti maleducati, riducendo ulteriormente il tempo massimo di permanenza gratuita presso le colonnine oltre i 50 kW, che mal si conciliano con una sosta consentita per 60 minuti dopo la conclusione della ricarica.

Ricarica privata

Affrontato nel corso dell’audizione anche il tema delle ricariche private. Su questo punto, Motus-E ha auspicato un intervento nella Manovra per migliorare l’efficacia dell’attuale agevolazione per i privati, agendo su 3 fronti:

  • Ridurre da 10 a 5 le quote annuali
  • Aumentare la quota scaricabile con credito di imposta
  • Rendere strutturale il sostegno come altri interventi di efficienza energetica

Accanto a questo, infine, si è proposto di applicare le agevolazioni per i cittadini anche alle piccole e medie imprese con una serie di modifiche ad hoc:

  • Si dovrebbero applicare su un ammontare di spesa per acquisto e installazione fino a 100.000 euro comprensivo dei costi iniziali per la richiesta di potenza addizionale e dei costi collegati al passaggio dalla bassa alla media tensione
  • Cinque quote annuali
  • Nessun limite sul numero di dispositivi di ricarica
  • Nessun limite sulla potenza erogata
  • Utilizzare come copertura i 90 milioni già stanziati nel DL Agosto