Lo stop è più breve del previsto e si accelera per fare fronte alle tante richieste per le nuove Model S e la Model X: sono troppe?

È stata una chiusura lampo, quella dello stabilimento Tesla di Fremont. Fonti interne avevano annunciato che avrebbe ripreso a pieno regime solo il 9 marzo e invece, dopo due giorni di stop, la Gigafactory è tornata a un’attività regolare.

Lo ha spiegato lo stesso Elon Musk con un tweet in cui ha anche confermato i motivi dello "shut down": problemi con l’approvvigionamento della componentistica.

Un problema generale

Elon Musk ha anche mandato una mail ai propri dipendenti, mail che Electrek è riuscita a intercettare. Nella comunicazione interna si spiega come la carenza di componenti da parte dei fornitori ha recato rallentamenti a tutta la fabbrica e non solo alle linee della Model 3.

 

Facendo di necessità virtù, proprio a causa della mancanza di pezzi per costruire le auto, si è deciso di arrestare momentaneamente la produzione per fare manutenzione e qualche intervento di ammodernamento. Un’operazione che è durata solo un paio di giorni e che sarà ammortizzata accelerando la produzione della Model 3 e della Model Y nei prossimi giorni.

Il successo delle “grandi”

Nella stessa email Elon Musk ha anche voluto condividere i riscontri positivi ottenuti dalle nuove Model S e Model X. Le versioni 2021 dell’ammiraglia e del SUV "grande" sono così richieste che è necessario istituire un secondo turno per far fronte ai tanti ordini ricevuti.

“Le linee di produzione di Model S/X sono quasi pronte con gli aggiustamenti necessari (per il model year 2021) e andranno a pieno ritmo dal prossimo trimestre – si legge nella mail – La domanda è alta, così torneremo a lavorare su due turni”. E chiude con un laconico: “Per favore, suggerite ai vostri amici di fare domanda di assunzione”.  

 

Servono batterie

Se di fronte ai propri dipendenti Musk lancia messaggi tutto sommato positivi, mettendo l'accento sul successo commerciale che l'azienda sta riscontrando, su Twitter il numero uno della Casa di Palo Alto denuncia pubblicamente la necessità di avere più batterie.

"Siamo costretti a limitare la produzione - scrive - E la ragione per cui stiamo costruendo le celle per conto nostro è per fornire un supplemento ai fornitori. Anche andando a tutta velocità non riescono a produrne abbastanza". Di fronte ad un'affermazione del genere, si conferma anche quanto ipotizzato ieri in merito alla mossa di LG Chem di mettersi a produrre le 4680.