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L’Europa ci mette fretta sulle batterie: “Valgono 800mila posti di lavoro”

Da Bruxelles un chiaro messaggio per i Paesi membri: sfruttare subito in questa direzione i Piani nazionali di ripresa e resilienza

sefcovic

Federico Gasparini Federico Gasparini

Di: Federico Gasparini

4 mar 2021 alle 13:36

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Non ci sono scuse: quello delle batterie è un treno che l’Italia non può permettersi di perdere. Le singole iniziative, come abbiamo visto, non mancano, ma è evidente che occorra una spinta concreta a livello di sistema Paese. E un chiaro messaggio in questo senso arriva nuovamente dall’Europa.

A muoversi il vicepresidente della Commissione Ue e padrino della European Battery Alliance, Maros Sefcovic, chiedendo di approfittare dei Recovery Plan (o per meglio dire, i Piani nazionali di ripresa e resilienza) per contribuire da subito a far decollare la filiera. Perché la posta in gioco, anche in termini occupazionali, è enorme.

Materie prime e formazione

“Proprio ora i Paesi membri stanno finalizzando i loro piani”, ha detto Sefcovic in occasione della riunione con i principali rappresentanti dell’industria delle batterie Ue, “per questo li invito a includere investimenti nelle materie prime e avanzate, ma anche nei programmi di formazione”.

Battery of an electric vehicle

Già, perché di fronte a un settore che potrà generare “oltre 800.000 posti di lavoro entro il 2025”, il pericolo è quello di farsi trovare impreparati. “Solo puntare sulla formazione - chiarisce il vicepresidente della Commissione - ci consentirà di scongiurare il rischio di una carenza delle competenze”.

Aspettando il PNRR

La strada da intraprendere quindi può essere solo una. “Abbiamo di fronte un triplice imperativo”, taglia corto Sefcovic, “non solo rendere operativi tutti i progetti industriali emergenti, ma anche supportare la trasformazione dell’industria automobilistica europea e rafforzare la dimensione sociale dei nostri piani di rilancio”.

In Italia, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), che definirà l’impiego delle straordinarie risorse in arrivo dall’Europa, è in questo momento in Parlamento per un giro di consultazioni di tutti i soggetti coinvolti. La sua prima stesura aveva profondamente deluso il settore della mobilità elettrica, anche per la poca incisività sulle dinamiche industriali del comparto. Vedremo se entro la scadenza di aprile per l’invio qualcosa cambierà.

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