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I supercondensatori non sono più solo per le supercar: e ora?
Wima e Wevo hanno messo a punto una tecnologia versatile ed economica che potrebbe essere usata anche su elettriche e ibride "normali"

Alessandro Paiola 
Di: Alessandro Paiola
28 mag 2021 alle 15:00
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I supercondensatori stanno iniziando a prendere piede anche in campo automobilistico. Per ora su modelli a dir poco di nicchia come la Lamborghini Sian o (dal 2023) la Estrema Fulminea. Si tratta di vetture ad altissime prestazioni che saranno prodotte in piccola o piccolissima serie ma la tecnologia potrebbe essere usata in futuro su vetture meno esasperate e di più larga diffusione.
Questi accumulatori, a differenza delle normali batterie, hanno la capacità di rilasciare tutta l'energia in pochissimo tempo e di ricaricarsi altrettanto in fretta. Ed ecco perché sono usati sulle supercar: per offrire il massimo dello spunto in termini di prestazioni. Ma le cose potrebbero cambiare in fretta.
A tutta versatilità
Tra le aziende che operano nel campo dei supercondensatori c’è Wima, realtà tedesca specializzata nella progettazione e realizzazione di condensatori a pellicola e che ha da poco presentato la famiglia di supercondensatori PowerBlock. Il loro pregio? Sono estremamente versatili.
I PowerBlock sono realizzati con una struttura a due strati con celle annegate in un composto realizzato dalla Wevo, altra azienda tedesca che produce (tra le altre cose) resine di impregnazione per supercondensatori. Che ruolo hanno questi liquidi? Semplice, quello di garantire il corretto funzionamento dei supercondensatori stessi isolandoli da interferenze esterne.
Una collaborazione preziosa
Nel caso specifico, il fluido della Wevo (si chiama Wevopur 512 FL) offre numerosi vantaggi. Prima di tutto è ignifugo. Poi, consente di montare più moduli in sequenza mettendoli in comunicazione tra loro attraverso le parti metalliche del case stesso, con enormi benefici a livello di facilità di produzione e di relativi costi.

Questa soluzione migliora anche la gestione delle temperature, permettendo di arrivare anche a diverse migliaia di watt di potenza senza compromettere la sicurezza. Infine, la particolare resina fornita da Wevo protegge le celle da urti e vibrazioni, avvolgendo le stesse all’interno di un involucro dotato di proprietà elastiche.
La forza della versatilità
Così si possono realizzare numerose varianti di supercondensatori che si distinguono per dimensioni, capacità e tensione, tutte variabili che possono essere definite in base al campo di applicazione. È un consistente passo in avanti in questa tecnologia, che rende più semplice e più economica la produzione.
Come tutti i supercondensatori, sono in grado di rilasciare e ricevere energia in modo quasi istantaneo e per questo possono essere montati come moduli di avviamento di grandi macchine edili e agricole, di navi, locomotive e anche nel settore della produzione dell’energia. Ma l’azienda prevede che in futuro possano trovare applicazioni diverse e che possano offrire evidenti benefici anche nel campo dei trasporti. L'unico limite è la fantasia dei progettisti, che potrebbero utilizzarli per diverse applicazioni.
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