Anche i giganti oil & gas guardano l'elettrico: il caso di Mosca
Saranno 200 i punti di ricarica installati ogni anno nella capitale russa, che progetta anche la conversione del trasporto pubblico
Dal petrolio e dal gas alle colonnine di ricarica per auto elettriche. Mosca si prepara alla transizione nella mobilità, prevedendo di installare 200 punti di ricarica in più ogni anno a partire già dal 2021. A dirlo alla Reuters è Maksim Liksutov, capo del dipartimento Trasporti nella capitale russa.
“Attualmente le auto elettriche che circolano qui sono circa 2.000 – ha dichiarato – e il loro numero aumenta ogni anno del 10-15%. L’infrastruttura dovrà essere ampliata per accompagnare la crescita della mobilità sostenibile”.
Mosca più verde
Saranno quindi 600 i nuovi punti di ricarica nel 2023. Tra le altre idee per stimolare la domanda di vetture a batteria, c’è anche la semplificazione del processo di approvazione per installare le stazioni di ricarica private. “I primi passi devono essere mossi dalle autorità cittadine”, ha aggiunto Liksutov, spiegando che seguire l’elettrificazione è un processo naturale per una città con 12,5 milioni di abitanti.
Il merito di questa conversione va a Sergei Sobyanin, sindaco della città che si dice particolarmente attento alle politiche verdi. L’obiettivo di Mosca è recuperare il ritardo sulle vetture elettriche rispetto alle capitali europee e convertire la flotta dei trasporti pubblici che, secondo i piani, diventerà completamente sostenibile entro i prossimi 8 anni e comprenderà anche autobus a idrogeno.
E forse pure la Russia
Diversa la situazione nel resto della Russia. Su circa 45 milioni di auto attualmente in strada, solo 11.000 sono alla spina e vengono servite da appena 1.000 colonnine. L’elettrificazione del Paese sembra quindi più lontana, anche se l’Associazione delle imprese europee (AEB, una lobby di investitori stranieri) prevede che saranno vendute almeno 1.000 vetture elettriche nel 2021 e che il numero raddoppierà ogni anno.
Sembra che anche dalle parti del Cremlino si cominci a stare più attento alle nuove politiche energetiche. Per esempio c’è in ballo una possibile alleanza con l’Arabia Saudita per puntare su una graduale decarbonizzazione basata sull'idrogeno, che verrebbe però quasi sicuramente prodotto a partire dal gas, di cui il Paese è il primo produttore al mondo, e non da fonti rinnovabili.
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