“La priorità nel 2021 non è tanto realizzare migliaia di chilometri di nuove autostrade”, ma ammodernare quelle già esistenti, rendendole idonee “ai veicoli di nuova generazione” e promuovendo “la transizione dall'attuale paradigma energetico, basato sull'uso dei combustibili fossili, a quello che vede il diffondersi di motori elettrici la cui carica provenga da fonti rinnovabili di energia”. 

Parole forti e chiare a favore delle auto a batteria quelle pronunciate da Diego Cattoni, nuovo presidente di Aiscat (Associazione italiana società concessionarie autostrade e trafori), durante il suo discorso di insediamento. Ma al di là delle dichiarazioni, anche le esperienze passate del manager fanno intravedere ottime prospettive per l'elettrificazione. Andiamo con ordine e vediamo il perché.

Partire dal Pnrr

Primo amministratore delegato di Autobrennero ad assumere quest'incarico, Cattoni ha spiegato che il “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si muove intorno a sei punti cardine, di cui i primi tre sono digitalizzazione, transizione ecologica e infrastrutture per una mobilità sostenibile”. 

Questo, ha continuato il nuovo presidente, significa che “i primi tre dei sei punti cardine di quel Piano parlano di noi” e servono per affrontare “la drammatica evoluzione del cambiamento climatico”. Il Governo, secondo Cattoni, dovrà aiutare Aiscat a creare le “condizioni per diffondere in modo capillare diverse e sempre più efficienti modalità di ricarica dei veicoli elettrici alimentati da idrogeno verde o da batterie ad accumulo”.

“La sfida che ci aspetta – ha proseguito – non riguarderà quindi solo la creazione di una rete capillare di punti di ricarica dei veicoli ad idrogeno verde, ma anche la produzione e lo stoccaggio dello stesso”. 

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Cosa è stato fatto finora

La promessa e l'augurio del presidente fanno eco al piano di Autostrade per installare le colonnine lungo tutta la grande viabilità italiana. I progetti prevedono 100 stazioni di ricarica da 300 kW entro il 2024. 

Le prime due sono state già inaugurate sulla A1, vicino Modena, e a Roma Nord, nell'area di servizio a Flaminia Est. L'obiettivo intermedio è riuscire a coprire il Paese abbastanza per consentire agli automobilisti elettrici di fare un viaggio in sicurezza da una punta all'altra dello Stivale già entro la fine del prossimo anno

Nel frattempo, la mossa di Free To X, la controllata di società Autostrade che manda avanti il ​​programma, sta portando anche gli operatori privati ​​a fare investimenti nelle infrastrutture per la ricarica nella grande viabilità. 

I precedenti di Cattoni

Guidata da Cattoni, Autostrada del Brennero è una delle concessionarie autostradali più attrezzate per la mobilità elettrica. Tra i Supercharger per le Tesla (ma presto non solo) e quelle classiche, sono 53 le colonnine per la ricarica delle auto elettriche presenti lungo la tratta.

Cattoni, dal canto suo, vanta anche diverse esperienze energetiche sul curriculum. È stato vice presidente di Dolomiti Energia, consigliere delegato di Ft Energia e membro del board in Dolomiti Edison Energy. Ora promette di portare la sua esperienza in materia di sostenibilità in tutta la rete Aiscat.