Indubbiamente centrali per la decarbonizzazione dei trasporti, le auto elettriche potrebbero avere un ruolo chiave anche per tutto il mondo dell'energia verde. E non lo dice il primo che passa, bensì il giapponese Akira Yoshino, premio Nobel per la chimica nel 2019 grazie allo sviluppo di innovative batterie agli ioni di litio insieme a John B. Goodenough e Stanley Whittingham.

Il segreto sta tutto nel vehicle-to-grid (V2G), che permette il flusso bidirezionale di elettricità tra le vetture e la rete. Questo scambio di energia potrebbe essere la svolta per i Paesi in ritardo con l’elettrificazione e la transizione in generale, proprio come il Giappone.

Sostenibile e conveniente

Stando ai dati pubblicati da BloombergNEF, le vendite di veicoli alla spina nel Paese del Sol Levante sono piuttosto indietro e raggiungeranno le 200.000 unità solo nel 2025. Ma il V2G può essere una validissima alternativa ai più costosi sistemi di accumulo.

“Anche se i sistemi di storage saranno necessari alla diffusione di energia rinnovabile, crearne troppi nuovi non è economicamente conveniente”, ha sostenuto Yoshino durante un’intervista. “Possiamo utilizzare i veicoli elettrici come un sistema di accumulo quando non sono in funzione”. In Giappone, in particolare, bisogna considerare che la disponibilità di suolo o tetti per il fotovoltaico è decisamente ridotta e problemi analoghi sono validi anche per l'eolico.

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Non solo Giappone

Yoshina ha affermato che, “se le auto elettriche saranno ampiamente diffuse, il Giappone andrà sicuramente in questa direzione”. La soglia da raggiungere, nel Paese, a suo avviso, è pari a 5 milioni di vetture. I nipponici stanno facendo degli esperimenti già adesso, utilizzando soprattutto Nissan Leaf.

Ma il discorso può valere anche fuori dal Giappone. Sempre secondo BloombergNEF, i veicoli elettrici sulle strade di tutto il mondo sono attualmente 10 milioni e dovrebbero superare quota 550 milioni entro il 2040.

Anche se solo una parte di questi fosse dotata di tecnologia V2G, le cifre dovrebbero essere sufficienti per sostenere molte reti. Sono diversi i Paesi che stanno portando avanti progetti sul V2G, inclusa l'Italia, dove a Mirafiori è in corso una delle sperimentazioni più vaste a livello globale