È con la suggestiva immagine di un’aurora boreale che la svedese Northvolt a la portoghese Galp Energia presentano la joint-venture battezzata, appunto, Aurora. Obiettivo della neonata società, divisa al 50% tra le due alleate, sarà gestire un impianto per la lavorazione di idrossido di litio.

Si troverà in Portogallo, in una location non ancora definita precisamente, e promette di essere il più grande d’Europa per guidare il continente nella ricerca dell’indipendenza dalle materie prime critiche per la transizione energetica. O quantomeno per ridurre una dipendenza insostenibile nel lungo termine.

Un po’ di numeri

Lo stabilimento sarà pronto nel 2025 ed entrerà in funzione nel 2026, quando avrà una capacità produttiva iniziale fino a 35.000 tonnellate di idrossido di litio all’anno: un numero equivalente a 50 GWh di batterie, a loro volta sufficienti ad alimentare 700.000 auto elettriche.

external_image

Northvolt, fresca di alleanza anche con Volvo per fare ricerca e sviluppo sugli accumulatori, si è riservata la metà della produzione. Il costo dell’investimento? Circa 700 milioni di euro. Saranno invece 1.500 in posti di lavoro in questa fabbrica che, tra le altre cose, vuole essere anche ecosostenibile.

“L’impianto – fa sapere la società svedese – utilizzerà un processo di conversione collaudato, sfruttando i recenti miglioramenti nei processi e le tecnologie per aumentare la sostenibilità e l’efficienza. Inoltre, la jv sta cercando di consentire l’uso di energia verde per alimentare il processo di conversione, riducendo al minimo ed eventualmente evitando la dipendenza dal gas naturale”.

Messaggio all’oriente

Paolo Cerruti, co-fondatore e coo di Northvolt, ha commentato: “L’estensione della catena del valore europea è di fondamentale importanza. Questa joint venture rappresenta un importante investimento in quest’area e posizionerà l’Europa non solo in un percorso per la fornitura interna di materiali chiave necessari alla produzione di batterie, ma darà l’opportunità di stabilire un nuovo standard per la sostenibilità nell’approvvigionamento delle materie prime”.

A Cerruti fa eco Andy Brown, ceo di Galp: “Questa è un’opportunità irripetibile per riposizionare l’Europa come leader in un settore che sarà vitale per ridurre le emissioni globali di CO2, in linea con le priorità europee e portoghesi sul cambiamento climatico. Per avere successo in questa direzione, dobbiamo lavorare tutti insieme, industria e decisori, con un senso di urgenza, perché se non rivendichiamo questo ruolo oggi, altri lo faranno”.