Rivian si butta anche sulle bici elettriche (ma perde un pezzo)
La Casa deposita il proprio marchio in numerose categorie dedicate alle e-bike. Ma intanto il coo lascia e le azioni scivolano ancora
I piani espansionistici di Rivian sembrano non limitarsi alle sole auto. L’azienda di RJ Scaringe sostenuta da Jeff Bezos di Amazon, infatti, ha appena depositato il proprio marchio anche nella categoria delle biciclette elettriche.
Non è la prima Casa a lanciarsi nel campo delle due ruote a pedalata assistita, visti i numeri in costante crescita di un settore che rappresenta per molti il biglietto di ingresso nel mondo della mobilità a zero emissioni.
Una mossa “obbligata”
La notizia è trapelata sul forum ufficiale del costruttore americano. In un post si legge infatti: “La registrazione del marchio Rivian arriva anche in varie categorie dedicate alle biciclette: telai, powertrain elettrici, componenti varie come pacchi batteria, controller, motori, elettronica e comandi dell’acceleratore e dell’assistenza ala pedalata, cablaggi, ruote, display, organi di trasmissione, seggiolini e anche pneumatici”.
Se è vero che non sono rari i casi in cui le aziende depositano marchi in categorie nelle quali poi non provano a cimentarsi, è anche vero che il dettaglio in cui è scesa Rivian in tema di e-bike fa presumere la reale volontà di lanciarsi nel settore. Un po’ come ha fatto Porsche, con le due biciclette presentate insieme alla Taycan Cross Turismo, o come ha fatto BMW. In più, si potrebbe anche supporre che visto il rapporto con Amazon questo possa trasformarsi in un canale privilegiato per la vendita delle due ruote a batteria di RJ Scaringe e soci.
Addio al coo
Quella dell’interesse verso le e-bike può essere vista come una buona notizia, ma per Rivian le grane non mancano. Ieri, infatti, è stata formalizzata l'uscita del coo Rod Copes, che ha lasciato il ruolo di direttore operativo ricoperto dal marzo del 2020.
L’azienda ha fatto sapere che la mossa era stata concordata da mesi e che Copes, prossimo alla pensione, ha collaborato con i vertici per garantire continuità e rendere la sua uscita il meno traumatica possibile. Però i mercati non hanno reagito bene alla notizia e il titolo ha chiuso la seduta a 77,16 dollari, facendo registrare una perdita da inizio anno pari al 21% e terminando le contrattazioni al di sotto di quella soglia di 78 dollari della IPO.
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