Perché l'auto elettrica sta cambiando il modo di fare pubblicità
Le Case puntano sempre di più sugli spot per soli EV, rivedono i budget da destinare e istruiscono gli automobilisti a un mondo nuovo
Basta accendere la tv e girare un po’ tra i canali per notare che quasi tutte le pubblicità di auto hanno per protagonisti modelli elettrici. Mentre i pionieri di Tesla continuano a puntare sulla strategia di non fare investimenti pubblicitari, l’anno che si è appena chiuso è stato invece uno spartiacque per i competitor.
Secondo la società di analisi dati Edo, nel 2021 i principali marchi hanno quadruplicato il numero di spot per le auto elettriche rispetto al 2019. Basti pensare che General Motors, Ford e Volkswagen hanno speso circa 248 milioni di dollari per 33.000 annunci, contro gli 83 milioni e gli 8.000 spot di due anni prima.
Ecco perché
Contemporaneamente, gli annunci per vetture tradizionali sono stati 35.000 in meno, mentre il budget è passato dai 3,8 miliardi di dollari del 2019 ai 3,1 miliardi del 2021. Come mai? In parte si sono fatti sentire i problemi nelle catene di approvvigionamento.
“Se all’improvviso ti ritrovi senza auto tradizionali, puoi pensare di vendere il futuro”, spiega Kevin Krim, ceo di Edo. In pratica, non riuscendo a produrre vetture a combustione, le Case hanno pensato (e stanno pensando) che sia inutile convincere i consumatori a comprare qualcosa di non immediatamente disponibile. Meglio guardare avanti a questo punto. E se poi vendere più auto elettriche, in Europa, contribuisce a limitare i rischi delle multe sulla CO2 il gioco è fatto.
Il mondo cambia
Ma non è solo una questione di risorse. Buona parte del merito va attribuita alle strategie di elettrificazione dei costruttori e alle politiche di transizione dei vari Governi nel mondo.
“Molte delle nostre ricerche dimostrano che le persone pensano ai veicoli elettrici come prossimo acquisto di auto”, dichiara Jessica Thor, direttrice del settore marketing di Audi, brand che lancerà solo nuovi modelli a batteria dal 2026 e fermerà la produzione di benzina e diesel nel 2032.
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Un esempio interessante del cambio di rotta dei costruttori viene da Ford. “La nostra strategia è diversa ora, perché stiamo elettrificando le nostre icone”, afferma Karna Crawford, responsabile marketing, riferendosi al lancio della Mustang Mach-E e dell’F-150 Lightning.
Prendiamo il pick-up elettrico: fra i punti a favore messi in mostra dalla pubblicità c’è anche la possibilità di alimentare una casa, magari durante un black-out. “Non potevamo raccontare proprietà di questo tipo con i veicoli endotermici”, osserva ancora Crawford.
Pubblicizzare funzioni sconosciute a tante persone significa rivoluzionare gli spot: “Si tratta di insegnare”, sostiene Angela Zepeda, chief marketing officer di Hyundai America. E qualcuno va ben oltre queste considerazioni: “Non è davvero fare pubblicità, ma creare un movimento”, è il punto di vista dell’omologa di General Motors, Deborah Wahl.
Funziona? Sì
Cambiato il modo di fare pubblicità, le Case hanno poi notato che la strategia può dare i suoi frutti. Stando ancora alle statistiche di Edo, il numero di ricerche online per un modello elettrico aumenta parecchio ogni volta che lo spot va in onda in televisione, in alcuni casi persino del 90%. La strada per le batterie è ormai spianata.
Fonte: Bloomberg
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