Se il numero delle colonnine sulle strade rappresenta ancora un ostacolo alla mobilità elettrica, immaginate cosa potrebbe significare affrontare lunghi viaggi in mare con una nave a batteria. Ma Maersk, colosso globale della navigazione mercantile, ha trovato un’interessante soluzione al problema.

L’azienda ha creato una nuova società che si chiama Stillstrom e che ha realizzato un sistema di ricarica galleggiante con il quale l’azienda vuole contribuire alla decarbonizzazione del settore dei trasporti via mare. Vediamo di cosa si tratta.

La ricarica anche in mare aperto

Il dispositivo fa parte di un piano più ampio che Stillstrom sta mettendo a punto per la ricarica delle navi elettriche. L’azienda sta lavorando su hub appositi all’interno dei porti oltre che su questi dispositivi da installare in mare aperto.

L’idea è quella di permettere alle navi dotate di powertrain elettrico di sfruttare il tempo in cui sono costrette a non navigare per rispettare rotte e traffici per ricaricare attaccandosi proprio a una boa fornita di questa tecnologia.

La boa che Stillstrom userà per ricaricare navi elettriche in mare aperto

Si parte nel 2022

Stillstrom inizierà a installare i primi dispositivi di ricarica nei porti e offshore già a partire da quest’anno. Lo farà in collaborazione con un altro colosso danese, Orsted, gruppo che è impegnato nel campo delle rinnovabili. Insieme, le due società renderanno attive le prime boe entro l’autunno nei pressi di un gigantesco parco eolico per fornire energia ad alcune imbarcazioni elettriche della SOV (società di proprietà della Orsted che si occupa di trasporto marittimo).

Il primo progetto permetterà di raccogliere dati e informazioni sia sulle proprietà di ricarica dei dispositivi sia sull’integrazione tra questi e il parco eolico collegato, che li alimenterà.

Sebastian Klasterer Toft, responsabile per Maersk del progetto, ha dichiarato gli obiettivi che il gruppo si è posto con la Stillstrom: “Promuovere la navigazione green e rimuovere 5,5 milioni di tonnellate di CO2 in 5 anni dal lancio commerciale di questi servizi di ricarica, con effetti positivi anche sulla produzione di particolato”.