Cresce il numero di imprese in Italia che credono nell’idrogeno come vettore energetico per la decarbonizzazione, non necessariamente per i trasporti su gomma ma per molteplici utilizzi. Lo dimostrano le iscrizioni a H2IT, l’associazione italiana che riunisce le aziende del settore e che brinda al raggiungimento dei 100 soci, tra grandi, medie e piccole imprese, centri di ricerca e Università.

Un risultato raggiunto dopo oltre 15 anni di attività, da quando l’organizzazione è nata nel 2005, e che ha ricevuto un boost in tempi più recenti, con la transizione energetica finita al centro delle politiche nazionali ed europee.

Crescita e problemi

Il numero di associati è infatti quadruplicato tra il 2019 e il 2022, per raggiungere ora le tre cifre. Il settore è in forte crescita, tanto che, come riferisce la stessa organizzazione, “tutte le aziende associate ad H2IT si aspettano un aumento del giro d’affari in tre anni, con fortissime ripercussioni sull’occupazione, anche se allo stato attuale è ancora difficile trovare personale qualificato”.

Ma ci sono altri problemi da superare per continuare con questo trend. Il primo è “l’assenza di un quadro normativo chiaro”, denunciato “dal 60% del campione come la priorità assoluta da seguire”.

Ecco perché “nel 2016 l’associazione ha supportato i ministeri competenti nell’elaborazione del Piano Nazionale per la Mobilità ad Idrogeno (aggiornato poi nel 2019) e stretto, nel 2018, una collaborazione con il Ministero dell’Interno per la stesura della Regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio degli impianti di distribuzione di idrogeno per autotrazione”.

H2IT rileva di aver dato un contributo ai piani sull’idrogeno nel Pnrr, incontrando “più volte i decisori politici” ed “esponendo le proprie indicazioni durante “un’audizione alla Camera dei Deputati”.

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“Non ci fermiamo qui”

C’è però altro lavoro da fare: “Desidero ringraziare le 100 importanti realtà del settore che ci hanno dato fiducia e che hanno trovato tutto questo proprio in H2IT”, dichiara il presidente Alberto Dossi

“Ma non ci fermiamo qui: continueremo nel nostro impegno per eliminare le criticità che impediscono lo sviluppo della filiera dell’idrogeno, dialogando con la politica, la società civile e tutte le imprese che vorranno conoscere una delle chiavi della transizione energetica”.