Elon Musk non siederà nel board di Twitter: cosa c'è dietro?
Il ceo di Tesla declina l'invito a far parte del cda. Ma dà consigli su come gestire la società dal suo account
Elon Musk è il maggiore azionista di Twitter però, come ha spiegato lo stesso ceo del famoso social network Parag Agrawal, non siederà nel consiglio di amministrazione. La notizia era stata data da Agrawal in persona subito dopo che si era diffusa la notizia dell’acquisto del 9,2% delle azioni della società da parte del ceo di Tesla e SpaceX, che sarebbe dovuto entrare nel board due giorni fa.
Ma Elon Musk ha preferito declinare. Parag Agrawal, quindi, ha fatto marcia indietro: “La nomina di Elon Musk nel consiglio di amministrazione sarebbe dovuta diventare effettiva sabato 9 aprile, ma Elon ha deciso di non unirsi al board. Lo ha fatto per il bene della società e lo apprezziamo. Noi abbiamo sempre tenuto conto dell’opinione dei nostri azionisti e continueremo a farlo, indipendentemente che siedano al tavolo del consiglio o meno. Musk resta il nostro azionista di maggioranza e saremo sempre aperti ad ascoltare la sua opinione”.
Punta più in alto?
Il fatto è che se Elon Musk fosse entrato nel consiglio di amministrazione di Twitter, non avrebbe potuto acquistare azioni per una percentuale superiore al 14,9%. Ora, è già oltre il 9% e alcuni vedono nella sua decisione la volontà di incrementare ancora la propria posizione.
Per ora Elon Musk, che al momento dell’acquisto delle azioni è entrato in possesso di un pacchetto azionario che valeva 2,89 miliardi di dollari, si diletta nell’esprimere le proprie opinioni riguardo a Twitter proprio su… Twitter. Il nuovo principale azionista, che con il social network ha una certa dimestichezza, ha iniziato a dire quello che farebbe per migliorare l’azienda con una serie di post che ha pubblicato sul suo account personale, che è l'ottavo più seguito al mondo, come dimostra la classifica sottostante.
Il Musk-pensiero
Tra le cose che ha suggerito, ad esempio, c’è stata quella di trasformare la sede di Twitter in rifugio per senzatetto, visto che tanto nessuno sembra più presentarsi al lavoro.
Oppure, andando su questioni più operative (e più realizzabili), ha dato suggerimenti su come gestire meglio Twitter Blue, servizio a pagamento lanciato per ora in Usa, Canada, Australia e Nuova Zelanda che consente l’attivazione di una serie di funzioni premium.
Il fatto è che sembra difficile capire quando dice una cosa seriamente o quando si limita a scherzare sui vari argomenti trattati.
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