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È l'alba della più grande rivoluzione dell'automotive: ecco perché

Nuove Case e nuove auto, servizi e tecnologie inedite, un diverso modo di fare industria: tra il 2025 e il 2035 cambierà tutto

La grande rivoluzione dell'auto elettrica

La potente organizzazione ambientalista non governativa statunitense Environmental Defense Fund ha pubblicato l’annuale report sull’industria automobilistica e, in particolare, sulla crescita delle auto elettriche nel mondo.

La fotografia che ne esce spinge l’ente statunitense ad affermare che il cambiamento che il comparto automotive affronterà nel decennio 2025-2035 sarà il più profondo e radicale dell’intera storia delle quattro ruote. Quello che succederà non sarà paragonabile a nient’altro accaduto fino a ora e molto probabilmente sarà seguito da una ulteriore fase evolutiva che però non avrà lo stesso significato in termini di innovazione e di rottura con il passato. Vediamo perché.

Addio ciclo Otto

Il primo motivo per cui il mondo si prepara alla rivoluzione elettrica riguarda proprio la tecnologia adottata per la propulsione. Dal 1886, anno della Patent Motorwagen prodotta da Benz e accreditata come prima auto della storia, il motore a scoppio l’ha fatta da padrone. È evoluto in mille modi, ma è rimasto sempre fedele al concetto secondo cui una miscela di carburante e aria brucia all’interno di un cilindro e muove un pistone.

Con l’auto elettrica i motori sono completamente diversi e generano movimento attraverso l’eccitamento di una serie di magneti. Inoltre, al posto della benzina, usano l’energia elettrica proveniente da una batteria agli ioni di litio, altro elemento di rottura che sulle vetture a zero emissioni ha un’importanza centrale. Insomma, con i powertrain elettrici cambia il modo con cui un’auto diventa… mobile.

Lo spaccato di un motore elettrico Mercedes

La nuova catena del valore

E se l’auto elettrica è stata inventata tanti anni fa (ma è sempre rimasta a dir poco di nicchia), ora che l’industria automotive sposa questo tipo di alimentazione su larga scala a cambiare non sono solo le vetture in sé, ma tutti i processi produttivi e, ancor di più, la catena di approvvigionamento e l’indotto. Centinaia di migliaia di fornitori sono costretti a cambiare e ad adattarsi alle nuove priorità del comparto per non restare esclusi.

Per rispondere alle mutate esigenze le Case hanno deliberato ingenti finanziamenti che porteranno alla creazione di nuove strutture produttive. Non è mai successo nella storia dell’auto che si spendessero così tanti soldi in innovazione. Da qui al 2025 si prevede che i soli costruttori OEM spenderanno circa 500 miliardi di euro per lo sviluppo di nuovi modelli elettrici per le batterie e per la creazione di infrastrutture produttive.

Il nuovo servizio di analisi e riparazione di batterie per auto elettriche di Porsche

Molto spesso laddove nascevano i motori, in futuro nasceranno batterie. E il fiorire di gigafactory nuove o derivanti dalla conversione di impianti esistenti porterà a un’altra rivoluzione proprio a livello di accumulatori. Lo standard odierno sarà presto superato da altri tipi di batterie: allo stato solido, agli ioni di sodio e chi più ne ha più ne metta. Sul mercato ci saranno tanti tipi di accumulatori che saranno destinati a usi specifici.

Un mercato inedito

Un’altra cosa che renderà unico il decennio 2025-2035 riguarda i modelli che arriveranno in vendita. Le Case segneranno la rottura con il passato inaugurando nuove famiglie di auto, nuovi sotto-brand, nuovi corsi stilistici. Qualche esempio di quello che sta per accadere lo hanno già fornito Case come Volkswagen (ID.3, ID.4 e compagnia), Hyundai (Ioniq 5 et similia), Mercedes con le auto “EQ”, BMW con le “i” o Audi con le “e-tron”. Si può andare avanti all’infinito.

Hyundai Ioniq 5

C’è di più: con le auto elettriche nuovi player entreranno sul mercato. Le Case cinesi come NIO o Xpeng, che sempre più interesse mostrano verso i mercati occidentali, ma anche tech company sedotte dalle opportunità della e-mobility: Huawei, Xiaomi o la stessa Apple. Breve nota di colore: con l’avvento dell’elettrico in molti stanno progettando nuovi tipi di velivoli a decollo verticale per il trasporto di persone. In pochi anni solcheranno i cieli delle nostre città, rendendo finalmente reale uno degli oggetti più sognati e desiderati dall’uomo del Novecento: l’auto volante.

L’auto come erogatore di servizi

Torniamo sulla terra. Tech company, si è detto. I colossi dell’elettronica di consumo e dell’informatica vogliono mettersi in gioco nel mondo dell’auto elettrica perché l’auto, proprio attraverso la transizione ecologica, diventa sempre più un oggetto software oriented, in cui la connettività e i servizi diventeranno più importanti della parte hardware. Non si parlerà più di motori, trasmissioni, sistemi di scarico: l’opinione pubblica bramerà informazioni su infotainment, aggiornamenti over-the-air, guida autonoma.

Waymo Jaguar I-Pace guida autonoma

Ecco, la ricarica, altra vera grande evoluzione legata all’auto elettrica. Non si tratta solo della creazione di un’infrastruttura di ricarica. In futuro assisteremo a qualcosa di più profondo. Pensate ad esempio alle grandi aziende del petrolio che si stanno reinventando per diventare gestori di colonnine e di servizi di ricarica. Se non è un cambiamento questo…

Stili di vita in evoluzione

Più in generale, il prossimo decennio sarà quello in cui il genere umano cambierà abitudini e modi di pensare, in cui si sposeranno con decisione modi di vivere più sostenibili, fatti di auto elettriche, sì, ma anche di fonti rinnovabili, di riciclo delle batterie, di sfruttamento ragionato delle risorse.

Questo è quello che politica e organizzazione sovrannazionali hanno deciso di fare. Questo è quello che, con ogni probabilità, accadrà. Certo, la sfida è ambiziosa e gli ostacoli non mancano. Ce ne sono di ogni tipo: tecnologico, strutturale, economico. Forse non tutto andrà secondo i piani e forse il futuro non sarà così roseo come alcuni dipingono. Ma il dado è tratto. E dobbiamo essere pronti a un cambiamento a dir poco radicale.