Parchi eolici off-shore? Sono ok anche per la fauna acquatica
Non solo energia green: secondo uno studio americano, i grandi impianti eolici sul mare non mettono a rischio la salute dei pesci
La diffusione dei parchi eolici off-shore per la produzione di energia rinnovabile possono diventare davvero l'arma in più per il processo di riduzione delle emissioni di CO2 a livello globale. Se l’installazione delle grandi turbine in mare aperto poteva suscitare qualche dubbio a livello ambientalistico, uno studio condotto negli USA ha infatti concluso che anche la fauna acquatica è al sicuro.
La ricerca pubblicata sull’ICES Journal of Marine Science, una rivista scientifica specializzata su oceanografia e biologia marina, è stata finanziata da alcuni produttori di parchi eolici ed è stata condotta presso il Block Island Wind Farm nel Rhode Island, dove le autorità volevano altresì far luce sull’effetto di questi enormi parchi sulla salute dei pesci.
Tanti effetti positivi
Lo studio, intitolato "Demersal fish and invertebrate catches relative to construction and operation of North America's first offshore wind farm", si basa sui dati raccolti tra il 2012 e il 2019 da un peschereccio commerciale che operava tra le turbine eoliche del Block Island Wind Farm. Costituito da 5 turbine da 30 MW, quell odel Rhode Island è il primo parco eolico offshore degli Stati Uniti e dal dicembre 2016 fornisce energia sufficiente per alimentare 17.000 case.
I ricercatori hanno scoperto che le grandi pale per la produzione di energia rinnovabile non solo non hanno nessun impatto negativo sulla fauna acquatica, ma attirano veri e propri banchi di pesci e ne migliorano lo stato di salute. Tra le altre cose, infatti, le strutture portanti costituiscono una base per la formazione di colonie di cozze e altri mitili che offrono cibo a volontà per i pesci.
La diffusione dell’eolico
Lo studio condotto al Block Island Wind Farm ha fornito anche numerose e importanti informazioni per quanto riguarda lo sviluppo di impianti di produzione di energia eolica in mare aperto.
I risultati pubblicati, infatti, possono contribuire a rimuovere alcuni ostacoli ambientali e burocratici che fino a poco tempo fa erano legati all’installazione di enormi turbine a largo delle coste. Nel frattempo, anche l'Italia si prepara a completare il parco eolico off-shore al largo delle coste di Taranto e a mettere le basi per la costruzione degli impianti in Sicilia e Sardegna entro il 2028.
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