Occorrono 55 pagine per fotografare l’intero ecosistema della ricarica nel Vecchio Continente. Sono contenute in un rapporto compilato da ChargeUp Europe, un’associazione di 28 società che gestiscono complessivamente 500.000 colonnine.

Tante le cifre che compaiono tra le righe e i grafici dello studio. Qui sotto ne trovate una breve sintesi, che riassume gli aspetti più importanti. L’analisi completa è invece disponibile in fondo a questo articolo in formato Pdf.

Europa a due velocità

Partiamo con un po’ di numeri. Sono più di 300.000 i punti di ricarica installati in Europa (dati aggiornati alla fine del 2021). Di questi, però, la stragrande maggioranza lavora ancora a bassa potenza, mentre la distribuzione geografica risulta essere molta disomogenea, con le colonnine che si concentrano soprattutto in Olanda e Germania.

  • 330.000 punti di ricarica pubblici
  • 87% < 22 kW AC
  • 6% ≤ 100 kW DC
  • 4% 22-43 kW AC
  • 3% >100kW DC
  • Oltre il 50% dei punti di ricarica pubblici si trova tra Olanda e Germania
  • 73 infrastrutture pubbliche ogni 100.000 abitanti (quindi 1 ogni 1.370 persone):
  • Di positivo c’è che il tasso di crescita delle stazioni sembra godere di buona salute: dal 2015 al 2021 c'è stata un'impennata del 580%.
  • La potenza di ricarica media installata per ogni vettura è di 2,9 kW. L’Italia va un po’ meglio, perché si piazza a 3,9 kW. Ma è chiaro che si debba fare molto di più.
  • Passiamo ora a una nota dolente: per installare una stazione in corrente continua (CC) possono servire fino a 3 anni, cioè il tempo per completare l’iter che porta all’allacciamento alla rete. E non è solo un problema italiano, dove - nostro malgrado - rimaniamo però tra i meno virtuosi.
  • Per quanto riguarda la ricarica privata, le unità domestiche installate sono più del doppio di quelle nei luoghi di lavoro. Anche in questo caso, la maggior parte (oltre l’80%) delle infrastrutture si trova in Germania, Austria e Svizzera.
  • Il pieno alla batteria in azienda è invece più comune in Francia e in Paesi nordici come Norvegia, Svezia e Finlandia. In più, le colonnine sul posto di lavoro vengono utilizzate in media 4 volte di più, per circa 400 kWh a settimana.

Il futuro della ricarica in Ue

Il report si chiude poi con alcune previsioni:

  • Il numero di colonnine aumenterà di 10 volte entro il 2030
  • Nel 2020, i veicoli elettrici hanno rappresentato circa lo 0,3% della domanda totale di elettricità. Si stima che nel 2030 saranno al 4%.
  • Nel 2021, la domanda di elettricità in Ue è stata di 6 TWh. Nel 2030 sarà di 108 TWh.
  • I posti di lavoro legati al mercato della ricarica erano 34.500 nel 2021 e saliranno a 122.200 (+254%) entro il 2030.
Il report "State of Industry 2022"