Sono circa 300.000 le auto elettriche e ibride plug-in già in giro sulle strade della Penisola. Una cifra non certo irrilevante, ma ancora molto lontana dall’obiettivo di 6 milioni (4 milioni di full electric e 2 milioni di plug-in) scritto nel Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (Pniec) che l'Italia ha consegnato negli scorsi anni a Bruxelles.

Lo fanno notare anche i professionisti di BIP, multinazionale di consulenza che, attraverso il suo team specializzato nell’automotive, ha realizzato uno studio sui veicoli alla spina nel Bel Paese, basandosi sui dati dello European Alternative Fuels Observatory (EAFO), dell'Eurostat e dello stesso Pniec.

Venti volte di più

Stando ai numeri di oggi, per centrare il target previsto le vetture elettriche e ibride plug-in dovrebbero crescere al ritmo di 600.000-700.000 all’anno. Un risultato difficile da raggiungere, guardando sia la base di partenza che il momento di difficoltà per famiglie e settore. Se n’è parlato anche durante l’evento “The new automotive paradigm: a shift into the future”:

“Sussistono perplessità sulla velocità con cui il nostro Paese sta progredendo verso una mobilità realmente sostenibile – dichiara Fabrizio Arena, Partner BIP | Automotive e Mobility –, considerando che dei 39 milioni di vetture in circolazione oggi il 60% circa è stato immatricolato prima del 2009 (ed ha quindi oltre 13 anni di anzianità) e che il mercato a maggio 2022 era in flessione del 24% rispetto al 2021 ed in caduta libera rispetto ai valori pre-pandemia del 2019”.

Anche Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, aveva fatto capire che l’Italia è in ritardo sulla tabella di marcia. Il titolare del Mims rimane però fiducioso sul futuro dell’auto a zero emissioni.

Le colonnine per la ricarica delle auto elettriche di Axpo a Roma

Capitolo ricarica

E riguardo alle colonnine? Nello studio si ricorda che sono 28.000 i punti di ricarica già installati, a cui faranno compagnia i 20.000 messi in cantiere dal Pnrr, ma sottolineano che “la progressione al 2030 dovrebbe essere di 15-18 mila all’anno”. Il nostro Paese “è lontano da realtà benchmark per l’elettrificazione come Norvegia, Francia e Germania”. Insomma, bisogna fare di più. Lo dice anche Gerardo Ferracane, Partner BIP | Automotive e Mobility:

“È fondamentale per il Paese stimare l’impatto atteso dall’evoluzione della filiera automotive (includendo produttori, rete di vendita, assistenza, rifornimento, etc.), che in Italia vale circa il 16% del PIL, impiegando oltre 1 milione di persone, generando in tempi pre-pandemici entrate fiscali per quasi 80 miliardi di euro l’anno (18 miliardi solo di IVA e 38 circa di accise sui carburanti)”.

“È necessario trovare una quadra tra crescita e sostenibilità, tra evoluzione del mercato e tutela di consumatori e lavoratori del comparto”, conclude Andrea Ingallinera, Equity Partner BIP e Global Head | Automotive e Mobility.