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Batterie dagli alberi? Non è uno scherzo: l'idea è di Northvolt

L'azienda svedese si allea con Stora Enso per sviluppare accumulatori dotati di anodi prodotti da carbonio duro a base di lignina

Batterie auto

Riccardo Ciriaco Riccardo Ciriaco

Di: Riccardo Ciriaco

22 lug 2022 alle 11:00

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Allo stato solido, al sodio o 4680, come le misure espresse in millimetri. Idee rivoluzionarie per le batterie del futuro non mancano di certo, ma quella di Northvolt è forse tra le più originali di tutte: accumulatori con anodi basati sul legno rinnovabile.

Alla radice – è il caso di dire – ci sarà il carbonio duro a base lignina, un polimero vegetale che si trova nelle pareti cellulari delle piante e che compone il 20-30% degli alberi, agendo da collante forte e naturale. “È una delle più grandi fonti rinnovabili di carbonio”, scrive l’azienda scandinava, che per il suo progetto annuncia l’alleanza con Stora Enso.

Segreto Lignode

Per chi non lo sapesse, è una società sino-svedese che fornisce prodotti rinnovabili e il più grande proprietario di foreste private al mondo. Come partner del produttore di batterie, avrà il compito di fornire il suo materiale anodico di carbonio duro a base di lignina, chiamato Lignode, proveniente da aree verdi gestite in modo sostenibile.

“Garantirà la fornitura strategica europea di materie prime per anodi, soddisfacendo il bisogno di batterie sostenibili per applicazioni verdi, che vanno dalla mobilità all’accumulo di energia”, specifica Johanna Hagelberg, vicepresidente esecutivo per i biomateriali di Stora Enso.

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La missione di Northvolt

È dal 2015 che il polimero viene lavorato in un impianto pilota a Sunila, in Finlandia, con una capacità di 50.000 tonnellate all’anno, che ne rendono Stora Enso il più grande produttore mondiale. Northvolt si impegnerà invece a guidare la progettazione delle celle, a sviluppare il processo di produzione e a garantire la scalabilità di questa tecnologia.

“È un’entusiasmante dimostrazione di come la nostra ricerca per un’industria delle batterie sostenibile vada di pari passo con la creazione di un impatto positivo sia sulla società che sui costi”, sostiene Emma Nehrenheim, ceo di Northvolt.

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Fonte: Northvolt

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