Negli ultimi 40 anni, le Case occidentali hanno goduto di gradimento e sostegno in Cina. Qualità e prestigio sono stati le chiavi del successo in un mercato diventato, nel tempo, il più grande al mondo. Ma è possibile che le cose non durino ancora a lungo.

La situazione sta progressivamente cambiando, con i nuovi player cinesi dell’auto elettrica che stanno conquistando un crescente numero di consensi, forti anche di un approccio decisamente “tech” al mondo dell’auto. Un fenomeno fatto di elettrificazione e tecnologia che i grandi costruttori tradizionali non potranno non tenere in considerazione.

Solo Tesla e GM nella top 10

Lo dicono esperti e dati sulle immatricolazioni. Guardando i numeri pubblicati dalla China Passenger Car Association, si scopre che le Case cinesi hanno conquistato l’80% delle vendite di veicoli elettrici e ibridi plug-in nei primi 7 mesi del 2022.

A guardare tutti dall’alto c’è sempre BYD (29%), fresca di sbarco in Europa, mentre i nuovi arrivati scalano la classifica e preparano la fuga. Fra i brand stranieri, nella top 10 figurano solo Tesla (7,5%) e General Motors (9,1%, ma in joint venture con SAIC e Wuling).

Top 10 per vendite NEV

  • BYD: 29%
  • SAIC-GM-Wuling: 9,1%
  • Tesla: 7,5%
  • Geely: 4,9%
  • Chery: 4,9%
  • GAC Aion: 4,7%
  • Changan Automobile: 3%
  • Xpeng: 2,9%
  • Hozon: 2,6%
  • Great Wall: 2,6%
BYD Han
BYD Han

Se pensiamo che i NEV (new energy vehicles) rappresentano più di 1 auto su 4 nel mercato del Dragone e che questa quota è destinata a crescere velocemente, le percentuali viste sopra acquistano un peso determinante.

Tecnologia e non solo

Come si spiega la “giravolta”? Secondo gli analisti, con il ritardo dei costruttori occidentali nell’approccio all’elettrificazione. Ma non solo. A giocare un ruolo fondamentale, come accennato in apertura, è anche l’offerta high-tech:

“Le Case tradizionali non hanno abbastanza competitività con i prodotti elettrificati”, è il giudizio severo di Yale Zhang, amministratore delegato della società di consulenza Autoforesight Co, intervistato da Bloomberg.

Autonomia, design, funzioni intelligenti e prezzi più elevati erodono la posizione conquistata in 4 decenni. “I brand più blasonati si basano molto sul percorso delle auto a benzina”, aggiunge Zhang. “Ma un 'giocattolo nuovo' come le auto elettriche non ha necessariamente bisogno di una storia”.

Foto - Xpeng G9
Interni della Xpeng G9

Parola magica “differenziazione”

In effetti, ogni Casa o veicolo elettrico cinese di particolare successo punta su una caratteristica specifica: la Hong Guang Mini EV sul costo basso, Hozon sulle berline economiche per famiglie, Xpeng sulla guida autonoma, Nio sul battey swap e Li Auto sul karaoke a bordo. Già, a fare la differenza sul mercato cinese possono essere anche caratteristiche che da noi appaiono totalmente fuori fuoco. Il segreto lì è differenziarsi.

“Se non si tratta la Cina in modo specifico, dubito che si possa essere produttori leader nei prossimi 5-10 anni”, è la previsione di Stephan Wollenstein, ex amministratore delegato di Volkswagen nel Paese.

I marchi occidentali rischierebbero quindi di rimanere troppo ancorati ai retaggi del secolo scorso. Solo Tesla, che infatti non ha un passato in endotermico, riesce a fare concorrenza all’ombra della Grande Muraglia, grazie alle sue tecnologie di bordo.

Ma servirà uno sforzo maggiore di tutti per non perdere fette considerevoli (e soldi) nel mercato più grande al mondo. Anche perché, poco a poco, si stanno assottigliando anche le entrate che sempre da lì arrivano dai veicoli a combustione, che a loro volta finanziano la transizione.