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L'Europa accelera contro gli incentivi Usa alle auto elettriche

Il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, incontra la responsabile del commercio americano per trovare un compromesso

Dombrovskis

Riccardo Ciriaco Riccardo Ciriaco

Di: Riccardo Ciriaco

15 set 2022 alle 17:23

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Dialoghi aperti, tanto in Oriente quanto in Occidente, per far cadere la legge che sta dividendo il mondo dell’auto: l’Inflation Reduction Act, il piano degli Stati Uniti che prevede, tra le altre cose, 7.500 dollari di incentivi per le auto elettriche, ma solo se assemblate in Nord America e dotate di batterie prodotte con materie prime estratte in Usa o in Paesi con cui Washington ha un accordo di libero scambio.

Dopo la Corea del Sud è l’Unione europea a tornare alla carica con la moral suasion sugli States. Sullo scacchiere internazionale si muove ora Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione Ue e commissario per il Commercio, che mercoledì ha incontrato la controparte americana, Katherine Tai, nel tentativo di trovare un compromesso.

Settimane decisive

Teatro del faccia a faccia è stata la Germania, dove Tai è volata per partecipare alla riunione dei ministri del Commercio del G7. A margine del summit su acciaio e alluminio, i due si sono parlati e, come riporta l’amministrazione a stelle e strisce, “hanno concordato di proseguire le discussioni sui crediti d’imposta per i veicoli elettrici previsti dall’Inflation Reduction Act”.

 

Il prossimo appuntamento è fissato alla fine del mese a Bali, in Indonesia, in occasione dei lavori di preparazione al G20, in calendario per metà novembre. Dombrovskis e Tai porteranno avanti la trattativa nelle settimane a venire, che saranno forse decisive. Anche perché, come accennato, l’Europa non è sola in questa “battaglia”.

Rinforzi da est

Andrà in scena venerdì un meeting fra i rappresentanti di Seoul e quelli di Washington. L’obiettivo è rivedere lo schema degli incentivi, che rischiano non solo di penalizzare i costruttori stranieri senza stabilimenti in Nord America, come Hyundai e Kia, ma anche di violare le regole dell’Organizzazione mondiale del Commercio (Wto).

“Difficile modificare le norme, perché sono state appena promulgate”, fa sapere uno scettico Ahn Duk-geun, ministro coreano del Commercio.

Qualche margine di manovra però potrebbe esserci: si passa da deroghe ad hoc a interpretazioni “creative”. I lavori rischiano di andare per le lunghe, ma alla base del negoziato c’è la volontà di arrivare a un punto d’incontro, perché uno strappo nei rapporti fra i Paesi non farebbe bene a nessuna delle economie.

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Fonte: Ufficio per il Commercio Usa

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