Filo diretto tra il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol e quello statunitense Joe Biden, con l’obiettivo, almeno da parte di Seoul, di far cadere il contestatissimo Inflation Reduction Act (IRA), la nuova legge americana che rivede gli incentivi per auto elettriche vincolandoli al “Made in USA”.

I due leader si sono incontrati a Londra, durante il funerale della regina Elisabetta, e poi a New York, per l’Assemblea generale dell’ONU. Due occasioni in cui Yoon Suk-yeol ha strappato a Biden la promessa di continuare i dialoghi, per mettere Hyundai e Kia – senza stabilimenti in America fino al 2025 – al riparo dalle ultime regole.

L’apertura di Biden

Lo riferisce la Reuters, riprendendo un comunicato diffuso da Seoul. “Il presidente – si legge – ha chiesto una stretta collaborazione affinché l’amministrazione statunitense risolva le nostre preoccupazioni sul processo di applicazione dell’Inflation Reduction Act”.

Dall’altra parte del tavolo, Biden si sarebbe detto “ben consapevole” dei timori che nutrono i partner internazionali. Tra gli argomenti di discussione, anche resilienza delle catene di approvvigionamento, sicurezza economica ed energetica e crisi climatica.

Il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol con la first lady Kim Keon-hee

Tutti i “no” all’IRA

La Corea del Sud è comunque in buona compagnia, perché nelle ultime ore la Cina si è unita al coro di voci alzato contro Washington. Anche da Pechino, come fatto dalla stessa Seoul e dall’Unione europea, si denuncia una sospetta violazione dell’Organizzazione mondiale del Commercio (Wto).

Shu Jueting, portavoce del ministero del Commercio cinese, ha minacciato “misure per salvaguardare i propri diritti legittimi, se necessarie”, riporta ancora la Reuters. Il Dragone “seguirà e valuterà la situazione”, così come Giappone ed Europa.

Bruxelles è già scesa in campo, schierando Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione Ue e commissario per il Commercio, che ha visto la controparte americana, Katherine Tai, nel tentativo di trovare un compromesso. Il prossimo appuntamento è fissato alla fine del mese in Indonesia, dove si svolgeranno i lavori preparatori al G20.

Lato industria, invece, è stata Acea (l’associazione che riunisce i costruttori d’auto europei) a lanciare l’allarme: le condizioni richieste dall’IRA rischiano di “limitare l’adozione dei veicoli elettrici”, mettendo a rischio la “conversione alle tecnologie verdi” e la lotta al cambiamento climatico.