Le batterie made in Italy partono da Teverola: via alla produzione
Pronti i primi accumulatori agli ioni di litio nell'ex Whirlpool, con consegne nel 2023. Poi arriverà la Gigafactory Teverola 2 da 8 GWh
L’Italia delle batterie c’è. La produzione pilota della Penisola parte dal casertano, dove l’impianto Teverola 1 di Fib – società controllata da Seri Industrial – sta dando alla luce i primi accumulatori agli ioni di litio per veicoli elettrici (e non solo) dello Stivale, nell’area dell’ex Whirlpool.
Sono già quattro le settimane di attività fra le mura dello stabilimento campano, dove si lavora per tre turni nei reparti dedicati ad anodi, catodi e formazione delle celle, e per due turni nella zona di assemblaggio celle e moduli, su un totale di cinque giorni a settimana.
Prime consegne a gennaio
Seri Industrial specifica che l’attuale forza lavoro è già al massimo, anche se nelle prossime settimane verrà assunto nuovo personale, visto che la produzione aumenterà da qui a breve, per raggiungere i 350 MWh (0,35 GWh).
Le consegne partiranno invece a gennaio 2023 e avranno al centro batterie che garantiscono “performance in linea con le attuali aspettative”, destinate anche a rinnovabili, veicoli commerciali, autobus elettrici, navi, trasporto pubblico in generale e storage associato alle colonnine di ricarica.
Le aziende fanno anche sapere che “le attività di certificazione e omologazione (delle celle, ndr) sono state concluse positivamente”. Ma i piani di Fib non si fermano qui, perché accanto a Teverola 1 nascerà la Gigafactory Teverola 2, dedicata sempre alle batterie.
Non solo Stellantis
Avrà una capacità di 8 GWh e darà spazio anche al riciclo, una delle chiavi per l’indipendenza dall’Asia. Un progetto che diventerà realtà anche grazie all’impegno dello Stato, con un primo contributo di 417 milioni di euro sui 506 totali dell’investimento: cifra figlia del fatto che l’impianto può sfruttare un complesso industriale già esistente.
Ma di Gigafactory in Italia ne nasceranno altre due: quella di Acc (joint venture Stellantis-Mercedes-TotalEnergies) a Termoli e quella di Itavolt vicina a Torino. Per le batterie del nostro Paese potrebbe essere solo l’inizio di un futuro più roseo.
Fonte: Faam
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